Com’è pericolosamente facile rinunciare alla nostra libertà
Scritto il 20/3/20 • nella Categoria:
idee
Non so voi, ma io sono stanca di sentirmi in colpa. In colpa se esco a fare il giro dell’isolato (si può fare fitness in casa per un po’ di tempo!). In colpa se cerco di infilare il piede in una chiesa (si può pregare da casa!). In colpa se vado a fare spesa nel supermercato non proprio accanto a casa, perché mi piace di più e costa di meno (solo nelle strette vicinanze dell’abitazione!). Chi elabora questi decreti a raffica (presente le bolle della Preside di Hogwarts, la malefica Dolores Umbridge?) pensa che tutti abbiano a disposizione in casa una palestra, evidentemente. O un parco privato in cui fare jogging. Odio l’invidia sociale, ma un po’ mi girano quando vedo Ronaldo o Fedez, che poi sono generosissimi, per carità, dire “dovete stare a casa” dal loro giardino o dal loro salone da andarci in bici. Il cane a fare pipì solo nei paraggi! Capisco che interessi poco, ma tocca portar fuori i bambini, se hai tre stanzette e un balconcino occupato dallo stendino, e i tuoi dintorni sono strade sporche e con bidoni carichi di immondizia. Se nella via c’è solo un ferramenta e un bangladino. Se a casa forse hai solo un pc e se lo contendono in tre, urlando mentre cerchi di lavorare anche tu in smart working.
Tutti sappiamo che bisogna limitare la nostra libertà, perché non c’è bene che valga la salute. Ma c’è modo e modo. Le multe, il carcere, l’autocertificazione. Per sopravvivere, ma entro i limiti sopportabili, senza editti minacciosi. Andate a prendere chi fa pic-nic nei parchi, chi sale e scende dai treni di mezz’Italia per andare nella casa al mare o in montagna. Chi si accampa nei giardini fumando canne o spacciando, prima loro. Perché è facile colpevolizzare tutti, inondarci di curve epidemiologiche terrorizzanti, adesso. Magari ci si poteva pensare prima, quando fioccavano inviti ad abbracciarsi, a bere aperitivi in compagnia, quando ci si attardava a emanare decreti richiesti a gran voce da chi sapeva dove drammaticamente si stava andando a finire. La zona rossa della Lombardia a tempo debito avrebbe permesso a tante Regioni del Sud di vivere ancora liberamente, con le dovute cautele, e risparmiare l’estensione di un contagio che non era inevitabile, se si impediva a decine di migliaia di studenti di tornare da mamma. Un sacrificio accettabile.
Siamo in quarantena stretta da due settimane, i morti continuano a crescere, e tutto lo sforzo che stiamo facendo ci sembra inutile, quando ci avvertono che comunque il picco è lontano, e il coronavirus si estenderà a tutt’Italia, fatale. Non esiste il fato. Esistono previsioni intelligenti e misure ponderate per tempo. Non si gioca sulla paura della gente, sui sensi di colpa con chi s’arrabatta per tirare avanti, con tutti i problemi e le preoccupazioni che già soffocano, per il lavoro, per la scuola dei figli, perché non sai dove metterli, loro e gli anziani che non puoi nemmeno visitare. Non si fa leva sulla paura per coprire gli errori, le incertezze, per imporre regole sempre più restrittive, con roboanti dichiarazioni non sempre attendibili. Non ci fidiamo del numero dei contagi, non ci fidiamo del numero dei posti in rianimazione, non ci fidiamo abbastanza delle rassicurazioni alternate ad allarmi sempre più cupi. Vale la pena perdere libertà se si intravede una fine. Se si individua una strada soppesata nel bilanciamento tra diritti e doveri. Stiamo attenti, a sopportare passivamente qualsiasi privazione per amor patrio, attenti alla retorica del “siamo i primi e i migliori”. Non è così. Ai divieti ci si abitua. Ci si abitua a uno Stato che chiude le chiese. A uno Stato che ti chiede il numero di telefono se vai a fare due passi. Ci si abitua in fretta a consolidare un potere quando si è fragili.
(Monica Mondo, “Com’è facile rinunciare alla nostra libertà in cambio di niente”, dal “Sussidiario” del 19 marzo 2020).
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Facciamo girare questo articolo ed altri, insieme a link di video vari dove si spiega ciò che è scritto anche in questo articolo, sulle fogne social Twitter e specialmente Facebook; su Facebook sé provate a parlare di questi fatti, in modo chiaro e tranquillo, verrete comunque subissati di insulti gratuiti di ogni tipo, a prescindere; roba da manicomio. Io stesso ho provato, ho cercato di divulgare e spiegare pacatamente e con tranquillità questi fatti, ma niente: il lavaggio di cervello e la sindrome di Stoccolma che porta ad amare i propri aguzzini, la fanno oramai da padroni assoluti!. Si è creata una vera e propria inquisizione si stile medioevale dove, sé si va avanti di questo passo, si arriverà velocemente al “rogo per gli eretici”. È proprio sulla fogna chiamata Facebook che si concentra tutta questa gente lobotomizzata senza più un barlume di senso critico o autonomia intellettuale, e sono milioni, decine di milioni!. Proprio pochi minuti fà ho letto un sondaggio politico dove circa il 70% degli italiani approva questo governo e il suo operato in questo contesto; è allucinante, siamo alla follia. È nostro dovere cercare di fare tutto il possibile per mettere questa persone ormai al limite del fanatismo, in minoranza, o di farle ragionare (impresa ardua, al limite dell’impossibilità). Io, come molti altri, assisto sempre più ad episodi quotidiani allucinanti da psico-polizia, al limite della follia!. Tutto ciò non è accettabile!. Ed è tutto questo a farmi paura sul serio, non il coronavirus.
Il tutto è anche più insopportabile, se si pensa che il Governo sapeva già da Gennaio dell’epidemia:
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/02/01/20A00737/sg
E cosa hanno fatto per due mesi? Si sono procurati mascherine e respiratori?
Hanno avvertito la popolazione dell’imminente pericolo? NO.
Baci e abbracci con tutti, invito ad andare nei ristoranti, critiche a chi chiedeva misure precauzionali.
E poi? Arrivata la catastrofe sanitaria, che nessuno ha cercato di prevenire, tutti agli arresti domiciliari.
Più moriamo, più il Governo diventa punitivo. Ma ci puniscono perchè moriamo troppo o troppo poco?
Ieri prima vittima (tra i conoscenti) da “restrizioni”.
Quarantenne, spotivo non professionista, non conosceva il suo problema di zucchero nel sangue.
Due settimane di inattività e l’ictus è arrivato. Quanti altri ce ne saranno in giro per l’Italia?
Grazie Governo.
E’ facile rinunciare alla libertà soprattutto ad un popolo come quello italiano educato alla dipendenza ed al servilismo, come denota anche il suo modo di parlare. Non più esattamente italiano ma itanglese. Smart Working ennesimo anglicismo completamente inutile e fastidioso cui tutti subito si sono appecoronati al posto di telelavoro o lavoro agile come definito nella legge che lo ha istituito. Tra l’altro usato maldestramente nel contesto di frasi dove lo si fa precedere dalla preposizione in italiano realizzando delle vere e proprie porcherie lessicali.
Un’immagine vale più di mille parole, prima parte.
“99% of Those Who Died From Virus Had Other Illness, Italy Says”
by T. Ebhardt, C. Remondini and M. Bertacche for Bloomberg
18 marzo 2020
https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-03-18/99-of-those-who-died-from-virus-had-other-illness-italy-says
Da notare il grafico a torta, solo lo 0,8% di coloro che non avevano nessuna malattia è morto di Coronavirus.
Chissà come perché un grafico del genere non viene mai mostrato su Tv e giornaloni, chissà come perché………..
Un’immagine vale più di mille parole, seconda parte.
Scrivere queste parole chiave:
Worldometers info Coronavirus countries
Chissà come perché una tabella del genere non viene mai mostrata su Tv e giornaloni, chissà come perché………
( con l’indicazione diretta del link il post non viene pubblicato )
Da notare anche che in Europa ci sono 412mila morti ogni anno per lo smog e che la tubercolosi, una vecchia malattia non molto discussa in questi tempi, solo nel 2017 ha ucciso quasi 1,6 milioni di persone, dov’è il panico sulla tubercolosi, dov’è il panico per le morti da smog?
Due pesi e due misure, Cui Prodest?
Cordiali saluti e buon proseguimento.
TheTruthSeeker
NB per trovare gli articoli relativi alle morti da smog e da tubercolosi, scrivere queste parole chiave:
inquinamento morti smog Truenumbers it
Giornata mondiale TBC ogni giorno 4.400 morti nel mondo Quotidiano Sanità it
“Coronavirus, tutto ciò che non torna… Dal mercato di Wuhan in Cina al web
Il libro di Francesca Totolo”
di C. Bernieri per “AffariItaliani”
19 marzo 2020
https://www.affaritaliani.it/libri-editori/coronavirus-tutto-cio-che-non-torna-dal-mercato-di-wuhan-in-cina-al-web-660142.html?refresh_ce
Cordiali saluti e buon proseguimento.
TheTruthSeeker
Credo che ormai siamo oltre il baratro e non ne usciremo facilmente, perché dove non c’è alcuna consapevolezza vincono il branco e la paura.
Gli italiani, sempre che costoro siano mai esistiti, sono ridotti ad una massa per il 99% acefala, ignorante e ottusa, molto amante della scienza alla Burioni. E non conta il titolo di studio: L’ottusità e la mancanza di senso critico alla realtà è trasversale.
Consiglio a chi ha capito l’andazzo di andarsene il prima possibile a vivere in luoghi isolati circondati da fitti boschi, perché la situazione si sta mettendo molto, molto male per tutti. Mollate i social, mollate il voler discutere pacatamente con chi dorme. Coi muri non si parla, ci si può solo sbattere la testa.