Vaccini, 130.000 bambini italiani esclusi da nidi e materne
Scritto il 10/10/19 • nella Categoria:
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A guidare la lista dei renitenti è la Puglia, l’unica Regione che abbia approntato un servizio di farmacovigilanza attiva per valutare l’effetto dei vaccini sul corpo dei neonati. Seguono Lombardia e Friuli, quindi Piemonte, Veneto e Toscana. Risultato: oltre 4 bambini su 100 sono stati esclusi dall’asilo o dall’asilo nido per effetto della legge Lorenzin, ratificata dalla pentastellata Giulia Grillo. Parlano i numeri dello “pseudopaper” redatto da un medico, Pier Paolo Dal Monte, animatore del blog “Il Pedante”. Chirurgo e gastroenterologo, il dottor Dal Monte ha raccolto i dati sull’obiezione vaccinale in Italia grazie ai genitori del comitato “Libertà di Scelta”, contrario all’obbligo vaccinale indiscriminato e favorevole alla libera scelta di far vaccinare i propri figli, valutando le singole vaccinazioni. Nel mirino è finito «il diritto all’istruzione pre-primaria», che oggi viene negato «ai bambini da zero a cinque anni». Esclusi, se non vaccinati, pur in assenza di emergenze sanitarie in corso: non si ha notizia, infatti, di epidemie pericolose per la salute. «La stima – scrive Dal Monte sul “Pedante” – ha prodotto un risultato di quasi 130.000 minori oggi esclusi “de iure” dalla possibilità di frequentare gli asili nido e le scuole d’infanzia». Centotrentamila: «Si tratta di un fenomeno che non ha precedenti, neanche lontani, nell’intera storia repubblicana e nazionale».
Che la campagna pro-vaccini fosse destinata a incubare strascichi politici lo si è visto nei mesi scorsi, quando Beppe Grillo firmò insieme a Matteo Renzi il “patto per la scienza” promosso da Claudio Burioni: un documento surreale, che considera “scienza” solo le sicurezze dei vaccinisti e chiede addiritttura allo Stato di impedire la ricerca autonoma (violando in tal modo una fondamentale libertà costituzionale). Altro dato notevole: il silenzio assordante con cui i media accolsero l’iniziativa della Puglia, dove il presidente Michele Emiliano, Pd, promosse una campagna di vigilanza attiva (con le famiglie contattate dai sanitari) per monitorare gli effetti dei vaccini polivalenti: 4 bambini pugliesi su 10 risultarono colpiti da reazioni avverse, con casi anche gravissimi. Oggi, Del Monte cerca di tirare le somme: in Puglia è stato escluso dal sistema scolastico il 6% della popolazione interessata (0-5 anni), ben 12.000 “inadempienti” su 187.000. Dati simili in Friuli Venezia Giulia, dove i bambini rimasti a casa sono 3.000 su 52.000 (il 5,7%) e in Lombardia (a casa oltre 17.000 bambini su 345.000, pari al 5%). Appena inferiori le cifre del Piemonte, dove hanno saltato l’asilo quasi 7.000 bambini su 195.000 (il 2,9%). A seguire ci sono il Veneto (2,9%) e Toscana (2,8), dove sono rimasti esclusi dalle scuole dell’infanzia rispettivamente quasi 7.000 bambini su 232.000, e 3.600 piccoli su 129.000.
In totale, non ha potuto frequentare il nido o la scuola dell’infanzia il 4,42% degli aventi diritto, precisamente 127.291 bambini (di cui 60.724 esclusi dal nido e 66.567 dalla materna). «Sono tantissimi i motivi per cui questo numero dovrebbe sbalordire», scrive Dal Monte, e il primo di questi è che la cosa «non sbalordisce nessuno». E spiega: il fenomeno è praticamente invisibile, sui media. «Già il fatto di averlo dovuto indovinare da pochi e reticenti trafiletti di giornale, e non da statistiche ufficiali, tradisce il tentativo delle autorità di nascondere l’enormità di ciò che sta avvenendo». Il medico la considera «un’aggressione immotivata o almeno gravemente controversa ai diritti di un centinaio di migliaia di cittadini, oltretutto i più fragili». Per giunta si tratta di «un tentativo evidentemente ben riuscito, se queste masse di sub-cittadini non approdano sulle prime pagine o nel dibattito istituzionale se non nei termini diminutivi, paternalistici e denigratori di sparute frange di disinformati da rieducare alla “ragionevolezza” e alla “scienza” per gli uni, di rumorosi fanatici ossessionati da un “falso problema” per gli altri». Un silenzio imbarazzante ha accompagnato le cattive notizie dal fronte vaccinale: 4.000 militari italiani gravemente malati (e 1.000 già morti, anche a causa di vaccini somministrati incautamente, secondo i medici della commissione parlamentare difesa) e vaccini “sporchi” o inefficaci, secondo le analisi dell’ordine nazionale dei biologi.
Sul tema, Pier Paolo Dal Monte ha scritto il libro-denuncia “Immunità di legge”, ovvero “i vaccini obbligatori, tra scienza al governo e governo della scienza” (Arianna editrice). La tesi: l’obbligo vaccinale, insieme alla collegata “condizionalità” dei diritti sociali, rappresenta «il banco di prova oggi più avanzato di un attacco combinato alla democrazia». Un attacco ai cittadini, «irregimentandone non più le idee o i patrimoni, ma direttamente la sostanza fisica in cui esistono». E un attacci anche alla scienza, «con l’intimidazione delle voci dissonanti e la forzatura di un falso consenso». Dal Monte è allarmato: l’offensiva, avverte, «è solo agli inizi», e il suo dispositivo coercitivo «promette di estendersi ben oltre le punture contro le pustole». A due anni dal varo del decreto Lorenzin, «appare vieppiù stomachevole e osceno l’atteggiamento di una classe politica – tutta – intenta a sopire e troncare, a far passare per normale l’idea che all’improvviso si debbano medicalizzare, discriminare e perseguitare milioni di persone perché lo ha deciso la Casa Bianca, senza altro domandarsi». Fu infatti Obama a stabilire che l’Italia diventasse il paese-cavia, in Europa, della nuova sperimentazione vaccinale (che ha gonfiato il business di Big Pharma). Ma il dottor Dal Monte non si arrende: «Non se la caveranno così. La storia insegna che quando mancano buoni argomenti – come è questo il caso – movimenti di resistenza così numerosi si possono sconfiggere solo con la repressione e le purghe».
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il problema è sempre quello il fascismo nato (continuato) dopo il 1945 perchè questo che tu stesso pubblichi è MINCULPOP sinergico tra sanità e informazione.
e la denuncia di censura che tu stesso pubblichi valuta che è la stessa censura chu tu stesso applichi.
la loica è la bestia nera dei censori.
saluti
I vaccini hanno l’effetto di indebolire la risposta immunitaria degli esseri umani sul piano corporeo, che si traduce in in un indebolimento della volontà sul piano dell’anima:
«…gli spiriti delle tenebre ispireranno le vittime di cui si nutrono, gli uomini che abiteranno, persino ad inventare un vaccino per deviare verso la fisicità, fin dalla primissima infanzia, la tendenza delle anime verso la spiritualità. [...]
Come oggi si vaccinano i corpi contro questo e quello, così in futuro si vaccineranno i bambini con una sostanza preparata in modo che, attraverso la vaccinazione, queste persone saranno immuni dallo sviluppare in sé la “follia” della vita spirituale, follia, ovviamente, dal punto di vista materialistico. [...]
Così, come dagli impulsi che la medicina ha tratto “dall’inclinazione all’inganno” – pardon, scusate – ha tratto dalla tubercolosi oggi vaccina contro la tubercolosi, così domani si vaccinerà contro la disposizione verso la spiritualità.»
(Rudolf Steiner)
Non voglio prendere posizioni estremiste né da una parte nè dall’altra,
ma questa coercizione a innumerevoli vaccini fin dai 2 mesi età è qualcosa di aberrante.
Noi abbiamo vaccinato nostra figlia, perchè fin da piccola l’abbiamo portata in Paesi dove alcune malattie sono tutt’ora in piena circolazione, quindi abbiamo valutato tra rischio e beneficio, e abbiamo optato per il secondo.
I vaccini in passato hanno salvato migliaia di vite umane, prima falcidiate da malattie che la medicina è riuscita ad arginare, ma questa campagna pro-vaccini ad ogni costo, obbedisce a ben altre logiche.
Inutile ripetere che finchè la produzione di vaccini non avverrà in laboratori statali,
continuerà quest’offensiva a suon di quattrini, volta a vaccinare sempre di più e sempre prima,
ostracizzando ed impedendo qualsivoglia dibattito sulla loro utilità o pericolosità.
I trattamenti medici HANNO SEMPRE possibili effetti collaterali e andrebbero somministrati SOLTANTO
in caso di effettivo bisogno, che non è quello di riempire le tasche delle aziende farmaceutiche.
Tra l’altro, lessi interessanti articoli sulla possibile relazione tra vaccinazione precoce e “morte in culla”;
in Giappone, a scopo precauzionale, hanno posticipato di mesi le prime vaccinazioni obbligatorie,
riducendo di parecchio queste morti inspiegabili.
Ho letto anche della possibile relazione tra AIDS e sperimentazione vaccinale.
Purtroppo non saprei ritrovare i link, ma il fatto che determinate informazioni siano oscurate,
la dice lunga sulla pochezza delle tesi PRO_VACCINO_AD_OGNI_COSTO.
I vaccini possono essere utili, anzi, veri salva vita,
ma al momento pare siano trattati più come macchine da soldi,
violentando il buon senso, la libertà di informazione e di decisione.
Fossero così sicuri, i vaccinatori compulsivi, di essere nel giusto, gli sarebbe sufficiente informare,
anzichè costringere.