Tav Torino-Lione, la bancarotta italiana dei politici falliti
Scritto il 02/6/19 • nella Categoria:
idee
Specialità: dire una cosa e farne un’altra. Escatologia mistica, pronto uso: salvare il mondo (l’Italia, in questo caso). Promesse impossibili, bilancio imbarazzante. Trattasi di bancarotta politica. La si tenta di occultare in ogni modo, ma con risultati discutibili: Salvini, oggi presentato come trionfatore, alle europee non è stato votato neppure da due italiani su dieci. Ha vinto le elezioni, certo (ma correva da solo, contro nessuno). E il governo Conte, che avrebbe dovuto spaccare l’Europa dei tecnocrati, ora è ridotto a mendicare clemenza a Bruxelles, dopo aver rinunciato a proteggere l’Italia. Un capolavoro di ipocrisia, il cui campione assoluto – Luigi Di Maio – ora finge di godersi il consenso domestico rimediato col televoto sulla piattaforma Rousseau-Casaleggio, in realtà preteso a gran voce da Beppe Grillo. Fa così comodo, un leader debolissimo come Di Maio? Le ipotetiche alternative, peraltro, si chiamerebbero Alessandro Di Battista e Roberto Fico. A chi giova, dunque, un soggetto politico così inconsistente, incapace di autonomia decisionale, privo di democrazia interna? Nel 2013 servì ad arginare la rabbia sociale esplosa dopo il governo Monti sostenuto da Berlusconi e Bersani. Al potere dal 2018, il Movimento 5 Stelle è costretto a svelarsi: una caserma di soldatini, ricattati con la minaccia dell’espulsione e lo spettro delle sanzioni pecuniarie nel caso cambiassero casacca, in Parlamento.
Stato confusionale: agli italiani avevano raccontato che la morale fa a pugni con la politica. E in nome di una pretesa moralità (la loro) hanno rottamato la politica (sempre la loro, quella che avevano lasciato intravedere nella vaga tuttologia dei loro non-programmi). Nebbiogeni su ogni cosa, i 5 Stelle: armamenti, vaccini, Europa, economia, grandi opere. Laddove sono stati costretti a esprimersi in modo chiaro – il Tap, gli F-35, l’obbligo vaccinale – si sono rimangiati la parola nel modo più plateale. Salvo ricorrere alla farsa nel caso del loro ultimo cavallo di battaglia, il reddito di cittadinanza, ridotto a caricatura stracciona di qualcosa che un tempo si sarebbe definito welfare. L’ultimo passo verso il baratro attende i 5 Stelle in valle di Susa, dove lo stesso Grillo – dal 2005 in poi – ha coltivato personalmente, con grande impegno, il seme del Partito degli Onesti, schierandosi contro la maxi-opera più inutile d’Europa. Il ministro Toninelli è stato letteralmente fatto a pezzi – sui media – per aver osato compiere l’azione più sensata possibile: affidare il verdetto sulla fattibilità a una autorevole commissione di tecnici. Una scelta che sarebbe normale, in un mondo normale. Un atto eroico, invece, nel caso italiano. Scontato, peraltro, l’esito dell’analisi costi-benefici: la Torino-Lione (costosissima e devastante per l’ambiente) sarebbe una ferrovia completamente inutile.
E’ diventato un totem, il progetto Tav Torino-Lione. Se ne parla da più di vent’anni, ma del tunnel Italia-Francia non è stato finora scavato neppure un metro. Sull’ipotetica infrastruttura per le merci (perfetto doppione della linea Torino-Lione già esistente, deserta per assenza di merci da trasportare) si sono versati fiumi di parole bugiarde: la più colossale operazione di disinformazione attuata in Italia negli ultimi anni. Lo confermano le recenti elezioni regionali piemontesi, dove proprio il fantasma del Tav valsusino è stato elevato – da tutti i principali attori, centrodestra e centrosinistra, Chiamparino e Zingaretti, Salvini e Meloni – al rango di entità salvifica, pressoché metafisica, nemmeno fosse una sorta di Piano Marshall per il Piemonte. Poche centinaia di addetti, per la sola durata dei cantieri. Un suicidio economico, tranne che per la ristretta filiera degli appalti. Verità a tutti nota, stra-dimostrata da studi autorevolissimi, eppure risolutamente negata. Il maxi-obbrobrio servirebbe solo ad arricchire i suoi costruttori: è stato calcolato che ogni singolo operaio costerebbe un milione di euro, data l’enormità della spesa e l’esiguità del profilo occupazionale. Ma peggio: in vent’anni, i governi a favore dell’opera – di qualsiasi colore – si sono sempre rifiutati di spiegarne l’eventuale utilità. Un silenzio assordante, che non si è interrotto neppure quando la valle di Susa è diventata un problema di ordine pubblico. Nessuna spiegazione, mai, sul perché aprire quei cantieri. Solo slogan, depistaggi, insulti.
Insignificante sul piano strategico ma doloroso sotto l’aspetto finanziario, il progetto Tav Torino-Lione è diventato l’emblema del fallimento italiano: sovranità democratica confiscata con la forza della menzogna. Modelli economici falliti, partiti falliti, politici falliti: al Piemonte (4,3 milioni di abitanti) si continua a raccontare che, senza quella linea ferroviaria – destinata a restare deserta in eterno – la regione precipiterebbe nella miseria. L’unica forza politica capace di opporsi a questa menzogna orwelliana è stato il Movimento 5 Stelle, che ora però gli elettori piemontesi hanno punito, relegandolo nel recinto umiliante del 13% dei consensi. In pratica – ha concluso Salvini – è stato un referendum sulla Torino-Lione. Si preparano dunque a compierla, finalmente, l’inutile follia. Chi resta, a guardia della ragione? Luigi Di Maio, solo lui. Un mini-leader dimezzato, rintronato dalla disfatta, cannibalizzato dall’alleato di governo. In altre parole, inerme. Ma telecomandato, come sempre, da Grillo e Casaleggio. Vista l’attitudine al voltafaccia su qualsiasi impegno, è facile attendersi che i 5 Stelle capitoleranno, infine, anche sul Tav valsusino, imposto dall’oligarchia europea che ha piegato il paese. Il fallimento dell’Italia, a quel punto, raggiungerà la perfezione anche sul piano simbolico. Non ci sono alternative, diceva la Thatcher. Non ce ne sono davvero, se manca un pensiero politico. Per progettare il futuro partendo dalla giustizia sociale occorre essere innanzitutto sinceri. Quando lo sono stati, i 5 Stelle?
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Se all’ippodromo scommetti in un brocco e perdi la colpa non è del ronzino ma tua. Mi chiedo come sia possibile che una persona dotata di un minimo discernimento abbia potuto votare i grullini?
Il nulla ammantato dal vuoto.
Anche Noi Buzzurri, NON Laureati, lo sappiamo da tempo che il TAVM treno alta velocità merci è una magnacciata per i soliti ben sperimentati prenditori incapaci… ma se questo fosse stato il prezzo per non farci invadere, l’avremmo ingoiato. Ecco perché abbiamo votato Salvini. I 5 stalle si sono subito rivelati per fregnacciari mentitori soprattutto coi vaccini che sterminano i NOSTRI Bambini sia che siano figli nostri che altrui. Ora pare che anche salvi…nìnì abbia fatto una patronaggiata a mezzo 30 e non più 30, per ingraziarsi i suoi “nemici” ma soprattutto i NOSTRI, la ue. ed il papp-pà tutta gente NON Italiana che odia gli Italiani.
Secondo me, a Noi occorre URGENTEMENTE renderci AUTONOMI da questo e da quello…organizzandoci. Il massimo utile col minimo forzo ed il Conto della Serva.
* Individuare il prodotto che serve agli Italiani, magari leggendo quelli che s’importano a go-go per motivi inconfessabili ma evidenti.
* Individuare l prodotti che la maggioranza degli Italiani è capace di fare in eccellenza, eliminando la NOCIVISSIMA competizione con
altri produttori esteri, ed evitando di portare “vasi a Samo”.
*Indire un “crowd funding” di 1 € che accumulando punti dia diritto ad un oggettino a scelta…come quelli de na’ vorta…
* Coi soldi raccolti, impiantare aziende produttrici una sorta di “start up” SERIE ed organizzate, a burocrazia quasi ZERO.
In passato con 50 milioni ci scappava un’aziendina niente male, avendo già il prodotto, ovviamente. Ora sarebbero sufficienti 50 mila €…
@deMonia, hai ragione, 1 euro invece di darlo ai negletti, lo diamo alle start up chissà mai che nasca qualcosa di buono partendo proprio dal basso. saluti a tutti
Gio rgio@ Se all’ippodromo scommetti in un brocco e perdi la colpa non è del ronzino ma tua. Mi chiedo come sia possibile che una persona dotata di un minimo discernimento abbia potuto votare i grullini?
Il nulla ammantato dal vuoto.
……..
Ormai in tutto il mondo la scelta in genere é tra un brocco, un furbo, un delinquente e uno inadeguato.
Che sia questo il motivo che provoca l ‘ astensionismo?