Soldi facili, senza debito: arriva la Mmt, lo dice Ray Dalio
Scritto il 06/5/19 • nella Categoria:
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Sono passati anni! Non mesi, ma anni, da quando ai lettori di questo sito ho presentato Ray Dalio: le sue tesi per ottimizzare il lavoro, i suoi video (all’epoca ancora rigorosamente disponibili solo in lingua inglese), la sua conoscenza profonda dei meccanismi che regolano la maccchina economica oggi. Sono stati i miei articoli meno cliccati. Fino a che… Fino a che non è arrivato il giornalista di controinformazione più quotato d’Italia, Paolo Barnard, che ha cominciato a parlarne. Male. Io, nel mio piccolo, ed il grande trader modenese Giovanni Zibordi a proporre qualche articolo, ci sforzavamo di difenderne la profondità di pensiero. Poi, ultimo ma non ultimo, è arrivato Marco Montemagno, l’influencer senza dubbio più importante d’Italia, che ha cominciato a fare delle recensioni sul suo libro, “Principles”. Ora tutti si comportano come se lo conoscessero da sempre, tutti avrebbero letto il suo libro (ahahahaha), e avanti così. Nessuno, però, si è accorto che Dalio sta analizzando la Mmt di Mosler, la teoria economica neokeynesiana portata in Italia proprio da Barnard.
Nessuno, tranne il vostro blogger preferito (cioè io) e “Bloomberg”, un giornaletto che pare essere apprezzato oltreoceano da qualche attento lettore di cose economiche. Ecco cosa scrivono: il sistema bancario centrale, come sappiamo, è in via di estinzione, ed è “inevitabile” che qualcosa come la teoria monetaria moderna lo sostituirà, ha detto l’investitore miliardario Ray Dalio. La dottrina, nota come Mmt, afferma che i governi dovrebbero gestire le loro economie attraverso la spesa e le tasse – invece di affidarsi a banche centrali indipendenti per farlo attraverso i tassi di interesse. La Mmt cerca anche di placare i timori sui deficit di bilancio e sui debiti nazionali, sostenendo che paesi come gli Stati Uniti, che hanno una propria valuta, non possono andare in rovina e avere più spazio da spendere di quanto si supponga normalmente – purché l’inflazione sia contenuta, poiché è questo il momento. Il dibattito sulla Mmt, che languiva nell’oscurità da decenni, è esploso negli ultimi mesi. L’idea è stata criticata da una serie di pesi massimi finanziari, da Warren Buffett al presidente della Federal Reserve Jerome Powell. Ma Dalio, il fondatore di Bridgewater Associates, il più grande hedge fund del mondo, ha detto che i politici non avranno altra scelta che abbracciarlo.
La loro sfida sarà «produrre un benessere economico per la maggior parte delle persone quando la politica monetaria non funziona», ha scritto Dalio nel suo ultimo articolo su LinkedIn. Negli ultimi quarant’anni, l’era della dominanza della banca centrale, della disuguaglianza di reddito e di ricchezza è cresciuta nella maggior parte delle nazioni sviluppate. Tagliando i tassi di interesse, o acquistando titoli nel processo noto come allentamento quantitativo (Qe), le banche centrali hanno quasi esaurito la loro capacità di stimolare le economie. Probabilmente saranno rimpiazzati da una politica monetaria di terza generazione, etichettata da Dalio come “Mp3”. Comporterà «il coordinamento della politica fiscale e monetaria» secondo le linee generali suggerite dagli economisti Mmt, ha detto Dalio, anche se non necessariamente seguendo le loro prescrizioni alla lettera. Il cambio verso la Mmt è a buon punto, ha detto Dalio. Con tassi di interesse bloccati vicino allo zero in Europa e in Giappone, e con la probabillità che tornino negli Stati Uniti quando l’economia vacilla, l’acquisizione della politica fiscale è «in linea di massima ciò che sta già accadendo».
Gli Stati Uniti hanno aumentato i deficit di bilancio dopo la crisi del 2008, e lo hanno fatto di nuovo sotto il presidente Donald Trump. La risposta al mercato obbligazionario ha sostenuto gli argomenti della Mmt: i rendimenti sul debito pubblico non sono aumentati molto, anche se ce n’è molto di più in giro. Il Giappone lo sta facendo da molto più tempo – eppure dopo due decenni di grandi deficit, può ancora prendere in prestito denaro virtualmente gratis. Dalio ha fornito esempi di come tali politiche potrebbero evolversi. Le banche centrali potrebbero stampare denaro direttamente per finanziare programmi governativi, evitando la necessità di vendere obbligazioni. Potrebbero comprare immobili «che sarebbero idealmente utilizzati per fini socialmente vantaggiosi». Potrebbero anche cancellare i debiti incombenti sull’economia, in una sorta di “giubileo”. Nelle fasi discendenti, potrebbero consegnare denaro direttamente al pubblico, un’idea ampiamente conosciuta come “il denaro dall’elicottero”. Ci sono dei rischi, ha riconosciuto Dalio. Tali politiche metterebbero «il potere di creare e stanziare denaro, credito e spesa» nelle mani dei politici. «È difficile immaginare come verrà costruito il sistema per raggiungere questo obiettivo», ha affermato. «Allo stesso tempo è inevitabile che siamo diretti in questa direzione» (fonte: “Bloomberg”).
(Massimo Bordin, “Ray Dalio dice che la Mmt sta arrivando, che ci piaccia o no”, dal blog “Micidial” del 2 maggio 2018).
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6 Commenti
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Noi italiani non siamo secondi a nessuno ed anche la MMT è arrivata dopo il prof. Auriti o l’ing. Bellia, infatti ne rappresenta una brutta copia.
Massimo Bordin dovrebbe informarsi più compiutamente anche perché ai due già citati si sono affiancate altre proposte.
1. In effetti Ray Dalio ha detto anche questo.
“I 5 passi per salvare il capitalismo ‘ormai inadeguato’ secondo Ray Dalio, il miliardario che dirige l’hedge fund più grande del mondo” di Richard Feloni per BusinessInsider
Aprile 2019
https://it.businessinsider.com/ray-dalio-bridgewater-5-passi-per-salvare-il-capitalismo/
In particolare da notare i due seguenti passaggi significativi dell’articolo:
a. Dalio dice da un paio d’anni che rischiamo di ripetere i più gravi errori degli anni Trenta e cita il populismo crescente, sia di destra che di sinistra, definendolo una minaccia per la stabilità. “Oltre alle conseguenze economiche e sociali negative, il gap in termini di reddito/ricchezza/opportunità sta creando pericolose divisioni sociali e politiche che minacciano la coesione sociale e lo stesso capitalismo”
b. “Il problema è che i capitalisti di solito non sanno come spartire la torta nel modo giusto e i socialisti di solito non sanno come farla lievitare nel modo giusto” scrive Dalio. Il finanziere vuole evitare sia il mantenimento dello status quo sia il socialismo, e spera che le elezioni che si terranno nei prossimi anni sia negli Stati Uniti, sia in Europa diano vita a un capitalismo riformato.
Cioè in pratica Ray Dalio e quelli come lui, i top players dell’alta finanza apolide ( top manager di big bank, di mega fondi comuni d’investimento e di hedge fund, azionisti di maggioranza dei primi e partner proprietari di hedge fund ) del mondo occidentale, sono diventati straricchi come dei faraoni grazie alla finanziarizzazione dell’economia spinta all’estremo, ora uno di loro, Ray Dalio, dice che il gioco si deve fermare perché altrimenti secondo loro va tutto a scatafascio e quindi si deve riformare il gioco e c’è chi crede che il gioco non lo faranno truccato un’altra volta a loro favore ma sarà molto più democratico, peccato però che un vero sistema democratico efficace sia tutt’altra cosa, vedasi a tale proposito il prossimo punto.
2. Le premesse di un vero sistema democratico efficace.
La democrazia che si avvicina di più alla Democrazia con la D maiuscola è l’esatto opposto del capitalismo finanziario industriale di cui il sistema parlamentare è solo il packaging ingannevole e legittimante: ha come presupposto una comunità, etnicamente ed eticamente coesa, territorialmente limitata, in cui la ricchezza sia tenuta a bada (i danarosi dovevano, per esempio, finanziare a loro spese gli spettacoli pubblici: mecenati per forza) o per lo meno dove l’Economico sia al di sotto del Politico, in cui l’esercizio della responsabilità sia affidato quanto più possibile alla partecipazione diretta.
Da notare che un Ray Dalio e quelli come lui un sistema del genere lo chiamerebbero subito socialista ma invece è in effetti un sistema pienamente ed efficacemente democratico al quale lui e le elites occidentali annesse e connesse sono fortememente allergici, per usare un eufemismo.
Buona settimana a tutti.
TheTruthSeeker
“Long read: Toughing it out (or not) under Bridgewater’s Ray Dalio
Is the confrontational workplace of the world’s largest hedge fund “a social experiment”? ”
by Alexandra Stevenson and Matthew Goldstein for “Financial Post”
September 2017
https://business.financialpost.com/executive/c-suite/bridgewaters-dalio-spreads-gospel-of-radical-transparency
Cioè praticamente lavorare nell’ hedge fund di Ray Dalio è altamente stressante ed è anche come lavorare per una setta dell’alta finanza, insomma, se nella sua società pur di fare soldoni a palate stressa pesantemente i suoi dipendenti e gestisce il tutto come una setta, come si può credere che un personaggio dele genere sia in buona fede nel proporre riforme per far girare meglio un sistema economico molto più ampio in crisi?
Per la risposta, vedasi il mio primo post, poi per carità, ognuno libero di scegliersi tutti i guru che vuole di qualunque tipo, libertà, libertà, libertà……
Buona settimana a tutti.
TheTruthSeeker
Se non c’e lavoro non si può far girare il denaro, e se il denaro non può girare perde il suo valore, diviene ingombrante.
Ricordiamo la “Terra incognita” cui accennava il Rothschild?
Da tempo qualche cosa mi dice che la definitiva soluzione a questo tormentone (e ai nostri problemi) stia li dentro.
Ma devono essersene resi conto anche “loro”, infatti stanno pensando di distribuire il denaro a pioggia (con gli elicotteri…), ma non si accontentano di salvare, in questo modo, i loro interessi, come al solito devono trovare un accordo per guadagnarci e spartirsi il bottino (questo spiega il tira molla).
(Poi bisognerà pensare ad insegnare un nuovo mestiere agli economisti, credo si chiami ‘riqualificazione’).