+Europa? I peggiori di sempre: hanno disastrato l’Italia
Scritto il 24/5/19 • nella Categoria:
idee
Il 2011 sembra ieri, ma se da un lato gli italiani hanno una memoria politica cortissima, dall’altro alle elezioni europee di domenica 26 maggio andranno a votare molti giovanissimi, che nel 2011 erano undicenni alle prese con gli insiemi di matematica e i primi turbamenti ormonali. Dunque, meglio rinfrescare a tutti la memoria. I partiti europeisti che si presentano all’agone politico delle prossime europee fanno proposte, analisi e dichiarazioni come se fossero appena arrivati sulla scena. Invece, dietro il trucco nominalistico di sofistica memoria e l’italica abitudine al trasformismo non solo poggiano i loro culi nei parlamenti di tutta Europa da decenni, ma in Italia hanno proprio governato, e persino senza esserne eletti come maggioranza (!). La formazione più europeista di tutte, +Europa, che per la prima volta si presenta alle elezioni europee, è rappresentata sui manifesti di propaganda da Emma Bonino, già minstro per il commercio internazionale con Prodi e ministro degli esteri con Letta (…), è stata commissaria europea. Deputata all’Europarlamento per 4 legislature, è stata nel Parlamento italiano per ben 7 legislature. A Palazzo Chigi entrò a 28 anni, e oggi ne ha 71. In pratica stiamo parlando di una sequoia della politica italiana e internazionale, con più poltrone che denti. Roba da far impallidire Andreotti.
Il segretario nazionale della neonata formazione +Europa è Benedetto Della Vedova. Anche per lui un curriculum politico lunghissimo che parte dai Radicali (movimento cuore di +E) e passa per il governo Monti, il governo tecnico voluto da Bruxelles e che arrivò alla maggioranza in Parlamento nel novembre del 2011 dopo aver rovesciato il governo precedente con la vetusta tecnica della Rivoluzione Parlamentare. Tecnica usata per la prima volta in Italia da Agostino Depretis nel 1876 e che consiste nel condizionari i parlamentari a formare governi diversi da quelli indicati dai cittadini col voto. Della Vedova, oggi leader con la Bonino di +Europa, fu sostenitore di Monti ed eletto nel 2013 tra le fila del suo partito, poi continuò la carriera come sottosegretario agli esteri nei governi europeisti di Renzi e Gentiloni. Questi i nomi più noti della lista, che però annovera tantissimi altri politicanti che hanno esercitato già la loro attività come decisori di cose pubbliche, da Pizzarotti a Taradash. Ebbene, come andò l’Italia negli anni di Mario Monti e Letta, che governarono grazie all’appoggio ideologico +europeista?
Secondo diversi media, con l’arrivo dell’austerità voluta dai tecnici, Monti in primis, in Italia aumentarono i suicidi economici. I dati non sembrano confermare questa convinzione, che sarebbe dunque in linea con quanto avveniva purtroppo anche negli anni precedenti. Ciò che è fuori discussione, invece, sono gli altri dati macroeconomici. Il Prodotto Interno Lordo, cioè la ricchezza del paese, con Monti calò drasticamente fino a far parlare qualche economista di depressione stile 1929. Se escludiamo il calo del 2008/2009 che riguardò tutte le economie avanzate dell’Occidente causa bolla americana, nel 2012, anno di governo europeista di Monti, mentre tutti i paesi risalivano la china, l’Italia fece un capitombolo a -2,4 (reale: -2,8 secondo la fonte Ameco). La produzione industriale risulta essere in calo da anni, e non è questo il momento di andare a vedere il perché. Ma se il calo era stato contenuto, con una media di circa -1,8, è con Mario Monti ed Enrico Letta che arriva il disastro: -3,6 per cento di produzione industriale con Monti e -2,7 con Letta.
La tendenza all’aumento della disoccupazione risale all’ultimo governo Berlusconi, ma lo scettro spetta ancora una volta a Monti. E’ con lui che abbiamo il più grande (e grave) contributo alla disoccupazione italiana. Con il governo dell’austerità, infatti, la disoccupazione aumentò dell’1,3 per cento in media all’anno e del 3,7 per il settore giovanile. Con Monti e Letta (da aprile 2012 a fine 2013) la disoccupazione giovanile raggiunse il picco della storia superando abbondantemente il 40 per cento. Tanto per fotografare meglio il dato sulla disoccupazione, basta osservare che oggi gli italiani disoccupati sono il 10,8 per cento, mentre con Monti sfioravano il 12. Tra i giovani era disoccupato il 40 per cento, mentre oggi lo è il 32. “Già, ma Monti fu nominato per risolvere il problema dello spread”. Già mi sembra di sentire la solita solfa europeista sul terrore (immotivato) dello spread. Ma accettiamo la sfida e vediamolo nel dettaglio. Il rapporto deficit/Pil prima del governo piùeuropeista era del 116%. Quando Monti si dimetterà, nel 2013, era al 130%. Lo spread tra i titoli di Stato italiani Btp e i Bund tedeschi aveva sfondato i 500 punti a novembre 2011, ed era stato il dato macroeconomico che aveva convinto i parlamentari italiani a rovesciare il governo politico e a sostituirlo con quello tecnico di Monti.
Monti governò circa un anno e mezzo, e per tutti quei mesi lo spread oscillò tra i 300 e i 500 punti. Per molti mesi, anzi, per tutto l’inizio del mandato, lo spread “di Monti” sarà più verso quota 500 che 300, ma a luglio 2012 Draghi pronunciò un famoso discorso durante il quale sostenne che i titoli dei paesi in difficoltà sarebbero comunque stati acquistati, ed ecco che allora (e solo allora) lo spread cominciò un lento calo. Persino l’inflazione non andò bene, con quei governi, perché ci furono tasse per i consumatori (aumento dell’Iva) e gabelle per i risparmiatori (bollo sui depositi). Secondo molti analisti, e soprattutto secondo i numeri, che non hanno colore, i governi piùeuropeisti della prima metà del decennio sono stati di gran lunga i peggiori della storia repubblicana. I danni che hanno fatto in termini occupazionali, di relazioni tra gli italiani, di produzione e di welfare li stiamo ancora pagando cari, a cinque anni di distanza. +Europa per entrare nel Parlamento Europeo dovrebbe superare la quota di sbarramento del 4 per cento. E non ce la farà, perché gli italiani sono smemorati, sì, ma non stupidi.
(Massimo Bordin, “Quelli di +Europa hanno già governato, ecco come andò”, dal blog “Micidial” del 23 maggio 2019).
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Jean-Claude Juncker ( 1954) politico e avvocato lussemburghese, presidente della Commissione europea dal 1º novembre 2014:
“Questi populisti, nazionalisti, stupidi nazionalisti, sono innamorati dei loro Paesi. A loro non piacciono quelli che vengono da lontano, a me invece piacciono gli immigrati. Il principio cardine della UE dovrebbe essere la solidarietà nei loro confronti”
Riferimento:
https://twitter.com/francescatotolo/status/1131645402564968449
In breve, non solo i peggiori di sempre hanno disastrato l’Italia, altri peggiori di sempre vogliono disastrare l’Europa ancora di più, Italia compresa.
Ritratto al vetriolo ( veritiero ) di Emma Bonino, prima parte.
La “candidata più amata dagli italiani”
di Paolo Sensini
Marzo 2018
La “candidata più amata dagli italiani”, come i media di regime amano dipingere Emma Bonino, ha un futuro alle spalle che ben pochi possono vantare. Per stare ai tempi relativamente recenti, visto che la signora ha già otto legislature sul gobbo e milita fin dai primi anni Settanta nelle file del Partito Radicale pannelliano, nel 1994 viene eletta in parlamento sotto il simbolo del Polo delle Libertà e s’iscrive al gruppo parlamentare di Forza Italia. Berlusconi la nomina alla Commissione Europea, da cui però si deve dimettere per uno scandalo di corruzione riguardante un suo collega. Ma non c’è problema: nel giro di pochi mesi, grazie alla vendita delle frequenze di Radio Radicale 2 – il cui valore era stato costruito da anni d’ingenti finanziamenti pubblici – e di altri patrimoni di partito (anch’essi pompati dal finanziamento pubblico), Emma mette in piedi la più grande operazione pubblicitaria sulla politica mai vista in Italia, oltre 24 miliardi di lire in spot elettorali e materiali vari che le fruttano l’8% alle europee. Ovviamente la Lista Bonino smette di esistere il giorno dopo e il Garante della Privacy la condanna per abusi nella gestione di indirizzi email e numeri di telefono, ma intanto i seggi sono stati portati a casa e vengono utilizzati per sostenere vigorosamente le aggressioni militari americane in Kosovo, Afghanistan e Iraq. Dopo oltre un decennio di militanza convinta nella galassia politica berlusconide, la Bonino annusa l’aria, guarda i sondaggi e, visto che la popolarità del Cavaliere è in caduta libera, passa armi e bagagli al centro-sinistra. La sua lista Rosa nel Pugno insieme ai socialisti porta a casa il solito ridicolo 2%, ma grazie al premio di maggioranza conquistato dagli alleati arrivano comunque un bel po’ di seggi in parlamento e, per Emma, nientemeno che un posto da ministra. Due anni dopo, quando nasce il PD e dichiara guerra ai piccoli partiti, il suo strapuntino politico non ha alcun problema a sopravvivere: si accorda col PD e, dall’alto del suo 1%, ottiene un bel numero di posti sicuri nelle liste bloccate. Nel 2010, inspiegabilmente, da esponente di quello che è forse il più piccolo partito politico italiano, viene candidata a presidente del Lazio e, nonostante l’ultimo presidente di destra del Lazio sia sotto processo, Bonino riesce a perdere contro l’impresentabile Renata Polverini. Ovviamente non passa neanche un giorno a fare opposizione in Regione per non perdere il suo scranno in Senato. E lo utilizza per fare cosa? Dall’opposizione lancia un’incredibile battaglia “femminista” per alzare l’età pensionabile delle donne. In conseguenza di questo sosterrà convintamente il governo Monti, inclusi riforma Fornero e tutto il resto. Nel 2013 la sua lista alle elezioni politiche prende lo 0,19% (meno di Forza Nuova e del Partito Comunista dei Lavoratori di Ferrando). In virtù di tale straordinario risultato, poche settimane dopo le elezioni diventa nuovamente ministro col governo Letta, questa volta addirittura degli Esteri.
Proseguimento:
https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=60223
Ritratto al vetriolo ( veritiero ) di Emma Bonino, seconda parte.
“Emma Bonino e George Soros: una lunga luna di miele sulla pelle dei popoli”
di Francesca Totolo per “Il Primato Nazionale”
Gennaio 2018
Negli ultimi anni si è detto e scritto molto sull’amicizia tra Emma Bonino e il noto speculatore George Soros. Facciamo un po’ di ordine e vediamo cosa ci sia di reale. Per meglio capire, inquadriamo la figura della leader radicale partendo dagli anni ’70: nel 1973, fonda a Milano il Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto, dove vengono fornite informazioni e assistenza su contraccezione, sterilizzazione e aborto, organizzando prima viaggi verso le cliniche londinesi e poi gestendo consultori clandestini in cui si pratica l’interruzione di gravidanza. In seguito, la Bonino si autoaccusa pubblicamente per aver eseguito personalmente 10.141 aborti clandestini ed estremamente rischiosi per la salute delle donne, usando, infatti, pompe per biciclette; dopo solo una settimana di carcere, viene rilasciata; questo evento segna la sua ufficiale entrata in politica.
Nel 1976, entra per la prima volta in Parlamento sostenuta del Partito Radicale, con Adele Faccio (sua collega nel CISA), Marco Panella e Mauro Mellini. Da questo momento, la Bonino sarà una presenza costante nelle aule parlamentari italiane ed europee (appoggiando diverse coalizioni), battendosi per quelli che lei definisce “diritti civili”, non solo nel nostro Paese. Dopo aver spinto per l’istituzione del Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Jugoslavia nel 1993, consegnando all’allora Segretario Generale delle Nazioni Unite, Boutros-Ghali, una petizione internazionale, Emma Bonino fonda No Peace Without Justice (NPWJ)[2], associazione per la protezione e la promozione dei diritti umani, della democrazia, dello stato di diritto e della giustizia internazionale; presumibilmente, è proprio in questa occasione che si concretizza ufficialmente l’alleanza con George Soros, essendo il suo Open Society Institute (oltre ad altre ONG da lui finanziate) tra i sostenitori di NPWJ[3].
Nel 1995, la Bonino è tra i componenti della Commissione Europea “Santer” (dal nome del presidente Jacques Santer), con competenze su “politica dei consumatori, pesca e aiuto umanitario di urgenza”; la Commissione fu costretta a dimettersi interamente a causa delle accuse di frode e malagestione (dipendenza della Commissione da consulenti esterni per l’esecuzione dei compiti di ECHO e i problemi da essa derivanti nel caso in questione, ritardi della Commissione nell’affrontare i problemi connessi con ECHO, interventi dei Commissari e dei loro gabinetti per alterare il corso delle indagini, mancata informazione del Parlamento europeo, possibili favoritismi nell’ambito delle attività di ECHO). Proprio durante il suo impegno nella Commissione Europea, Emma Bonino viene invitata alla riunione annuale del Gruppo Bilderberg[4] che ha avuto luogo dal 14 al 17 maggio 1998 a Turnberry in Scozia, dove incontrò David Rockefeller. Ci chiediamo per quale motivo, tra i 20 commissari europei di allora, viene scelta proprio la Bonino?
Ora passiamo in rassegna le battaglie strenuamente combattute da Emma Bonino, evidenziando come le stesse siano scritte sull’agenda della Open Society Foundations di George Soros.
Proseguimento:
https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=60003
In breve, altro che “+Europa”, trattasi evidentemente di “+ Lestofanti” per tutti!
NB lestofante:
s. m. e f. [comp. di lesto "accorto" e fante "garzone"], non com. – [persona di pochi scrupoli] ≈ briccone, brigante, delinquente, disonesto, farabutto, furfante, imbroglione, lazzarone, malfattore, mascalzone, (ant.) paltoniere, truffatore.
Riferimento: vocabolario Treccani
“In breve, non solo i peggiori di sempre hanno disastrato l’Italia, altri peggiori di sempre vogliono disastrare l’Europa ancora di più, Italia compresa.”, riferimento, commento finale del mio primo post.
Eccone altri freschi, freschi, di produzione nostrana.
“Moavero, immigrazione priorità futura Ue.”
ANSA) – ROMA, 23 MAG – “A mio parere” l’Europa del dopo voto dovrà affrontare “5 priorità: la prima inevitabilmente, lo dico da italiano e da europeo e da cittadino del mondo, deve riguardare l’immigrazione, perché sono flussi epocali” che devono essere “affrontati con solidarietà e condivisione dall’Ue, per l’Ue, con l’Ue”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, al Forum ANSA, aggiungendo che “questo significa investire di più nei Paesi d’origine ma naturalmente bisogna stanziare i fondi” che al momento sono “totalmente insufficienti”.
Riferimento:
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2019/05/23/moavero-immigrazione-priorita-futura-ue_229b0cf5-ac07-4a3c-b669-5f8708600658.html
Cioè praticamente, l’Italia e altri stati membri della UEE sono in forte crisi demografica e lui e gente come lui dicono tutti convinti che invece la priorità N 1 della UE sono i migranti musulmani che vengono dall’Africa e dal Medio Oriente.
In breve, altro che “+Europa”, trattasi evidentemente di “+ Lestofanti” per tutti!
Buon fine settimana a tutti.
TheTruthSeeker
“In breve, non solo i peggiori di sempre hanno disastrato l’Italia, altri peggiori di sempre vogliono disastrare l’Europa ancora di più, Italia compresa.”, riferimento, commento finale del mio primo post, seconda parte.
Eccone altri freschi, freschi, di produzione eurocratica.
1. https://www.altreinfo.org/salute/24238/maternita-surrogata-la-corte-europea-riconosce-la-compravendita-di-bambini-marcello-pamio/
Quindi probabilmente questa sentenza della Corte Europea renderà in futuro non valida l’efficacia della recente sentenza della Corte di Cassazione italiana che non ha ammesso il riconoscimento in Italia di un bambino con due padri.
Per trovare articolo, scrivere le seguenti parole chiave:
Bimbi con due padri, la Cassazione no al riconoscimento Quotidiano net
2. Eccone altri freschi, freschi, di produzione nostrana.
“Io i bambini li frullo”, ecco chi è il medico abortista candidato con “+Europa”
In Piemonte è un volto noto della sinistra. Ginecologo abortista, sostenitore lgbt, dell’eutanasia e della legalizzazione delle droghe.
È questo il curriculum “eccellente” di Silvio Viale, medico torinese, noto alle cronache locali per le sue battaglie laiciste e lontane da ogni valore. Lui stesso si è più volte definito “un frustrato” e sembrerebbe davvero difficile dargli torto. Dalla proposta di istituire i “Giochi olimpici gay” alla distribuzione di pillole abortive davanti le scuole, le sue più note affermazioni riguardano proprio le interruzioni di gravidanza da lui praticate: “Io i bambini li frullo, sì li frullo e non ho paura a dirlo”.
Un’insieme di “qualità” spaventose, che però gli hanno permesso di aggiudicarsi la candidatura alle elezioni regionali piemontesi, niente meno che con la lista di Emma Bonino (e con chi se no…) “+Europa”, a sostegno di Sergio Chiamparino.
Per proseguimento articolo, scrivere queste parole chiave:
Io i bambini li frullo ecco chi Vera Italia Blogspot
3. In breve, altro che “+Europa”, trattasi evidentemente di “+ Lestofanti” per tutti!
Buon fine settimana a tutti.
TheTruthSeeker
Mi spiace per Bordin ma una parte di ebeti che voterà più Europa ci sarà senz’altro, è nell’ordine naturale delle cose che eia così.