Si fa scudo dei bambini, la sinistra sconfitta dagli elettori
Scritto il 06/4/19 • nella Categoria:
idee
Ramy e Adam, Greta, Nora, la bambina di dieci anni usata come testimonial contro la legge Pillon, Marius, il bambino protagonista del film “C’è tempo” di Walter Veltroni (che aveva già realizzato un film infantile intitolato “I bambini sanno”); e “La paranza dei bambini”, il film-libro di Roberto Saviano, ma soprattutto i bambini esibiti nei congressi, nelle manifestazioni di piazza del Pd, usati nelle scuole o nei programmi alla Fazio per campagne anti-mafia, cortei anti-razzismo, anti-omofobia, anti-inquinamento, meglio se neri, rom, migranti o disabili. È finita in mano ai ragazzini l’utopia di un mondo migliore. Se vogliono far sbarcare immigrati o sostenere lo ius soli, mostrano le immagini di un bambino, raccontano una storia straziante, come quella del bambino annegato con la pagella cucita sul petto; cercano di far passare gli sbarchi e i flussi migratori tramite il caso pietoso, la storia struggente, la tenerezza a cui è da bestie dire di no. Si fanno scudo dei bambini, li usano come cavalli di Troia. La sinistra italiana sarà abortista, poco incline verso la famiglia naturale e la maternità, propenderà per le coppie omosessuali, strizzando l’occhio agli uteri in affitto, ma da qualche tempo si è data alla puericultura e all’uso dei bambini come testimonial delle sue battaglie o di quelle che vuole strumentalizzare.
In quel modo vuol confermare la sua superiorità sul piano morale, civile e sentimentale e la sua sensibilità speciale nei confronti del futuro e delle generazioni che verranno. Vogliono ipotecare il futuro, monopolizzando il pensiero “puerilmente corretto” dei bambini, ritenuto naturaliter di sinistra. Una forma politica di pedofilia, in senso etimologico, s’intende. Certo, l’uso dei bambini fa parte non da oggi del repertorio della politica, per non risalire ai tempi remoti, basti pensare al Novecento: l’uso che ne hanno fatto i presidenti americani, i papi, i sovrani e i regimi totalitari rossi e neri, è stato massiccio e mai casuale. Esibire la carezza di un leader a un bambino, fotografare un quadretto di famiglia, farsi rubare con apparente casualità un’immagine puerile o una scena privata, fa parte da tempo del gergo politico e delle sue strategie di comunicazione. Anche Sandro Pertini, che pure non aveva avuto figli e nipoti, voleva apparire come un nonno che amava i bambini. Pure Sergio Mattarella, appena può, pertineggia. Associare la propria immagine ai bambini rende più affabili e affidabili.
Ma ora con l’uso politico-emozionale che ne fa la sinistra, c’è stato un salto di qualità preoccupante: il bimbo non si limita più a rendere tenera e positiva la sfera privata e sentimentale dei leader politici, non serve più allo storytelling ma fa un passo ulteriore. Il bambino viene usato come veicolo, testimonial e portatore diretto di messaggi ideologici e politici, promessa di un mondo nuovo e slancio puro per realizzarlo; esprime la rivolta ideale contro il cinismo dei “grandi” che sono al suo cospetto reazionari, retrivi, cattivisti burberi e barbogi. L’uso politico dell’infanzia è sfacciato e demagogico come mai era accaduto prima. Il bambinismo ormai è una categoria politica. I bambini godono di una franchigia speciale, un sottinteso di genuinità se non di verità che li rende credibili e inconfutabili anche quando esprimono banalissime considerazioni stucchevoli e glassate, ed è evidente che sono ammaestrati.
C’è un puer-populismo radical che innaffia con la propaganda piccole creature e le scaglia contro il regno arcigno dei grandi. E se tu adulto ti metti in competizione con loro, sei ridicolo, parti svantaggiato, impacciato, ti chiamano bimbominkia, non puoi criticarli e tantomeno contestarli mentre loro possono farlo con candore e immunità. Ecco dove si è rifugiata l’utopia di un mondo migliore, dove tutti sono fratelli e si danno la mano come all’asilo arcobaleno della propaganda Pace & Benetton, senza distinzione di sesso e di omosesso, di razze, di civiltà; migranti, esuli, residenti. È la parabola della sinistra, dal Palazzo d’Inverno al Giardino d’Infanzia. È la Bimbocrazia, ma per finta. Il bambino è inattaccabile, se provi a farlo squilla il telefono azzurro, ha lo statuto anagrafico d’innocenza, il suo piccolissimo, immaturo passato è privo di scheletrini nell’armadietto. Se provi a ironizzare sul puer come hanno fatto taluni con Greta o Ramy, vieni trattato come pedofobo, stupratore di bambini, senza-cuore.
È una distorsione del “sinite parvulos venire ad me” di Gesù Cristo, una riedizione politica del fanciullino di Pascoli, ma anche una forma sottile di pedagogia totalitaria, inclusiva di plagio e sfruttamento di minori. Dietro lo schermo dei bambini è possibile negare il principio di realtà, vellicare i desideri, i sogni, le utopie e perfino i capricci eticamente corretti. Con l’illusione che una fiaccolata, un corteo di ragazzini, uno striscione siano un rimedio alla criminalità organizzata, alle uccisioni, le violenze e le guerre. Ma le preghiere, i sacrifici e i fioretti in uso nel mondo antico erano forse più irrazionali di queste credenze che una fiaccolata, uno slogan gridato in piazza, una marcia della pace possano realmente cambiare il corso delle cose? Entrate nel favoloso mondo della sinistra puerile, quest’universo di nani da giardino, di fatine ed eroine, il soviet dei Puffi come un nuovo comunismo d’infanzia, somministrato nella scuola dell’obbligo. Avanti il prossimo, piccolo eroe.
(Marcello Veneziani, “Si fanno scudo dei bambini”, da “La Verità” del 26 marzo 2019; articolo ripreso dal blog di Veneziani).
Articoli collegati
- Tasse, sicurezza, migranti: il sovranismo non è passeggero
- Notte della sinistra? Troppo americana la verità di Rampini
- Rai e cultura restano al Pd: nessuno "racconta" i gialloverdi
- Rampini: la notte della sinistra, che ha tradito gli italiani
- Paludata, ufficiale, noiosa: e la storia è sparita dalla scuola
- Pietà per Michael Jackson, viveva come se fosse già morto
- La fantasia al potere, per davvero: cent'anni fa, a Fiume
- Presunta superiorità morale, la mafia del politically correct
- Sinistra, magistrati e stampa: ci indicano sempre chi odiare
Nel 1968 fu prodotto il film ” Il pianeta delle scimmie ” ma fu un errore. Avrebbero dovuto produrre ” Il pianeta degli imbroglioni “.
La filosofia popolare recita che: “Errare è umano perseverare diabolico.”, i comunisti accumulano errori su errori ma nulla imparano quindi più bestie di loro chi?
Pentole ne producono in quantità industriale tutte senza coperchio.
Trasportare merce in giro per il mondo con navi e aerei cargo e viaggiare inquina molto, in questo senso Greta e l’antiglobalista Nr. 1.
Importare arance o pepperoni dalla Spagna, olio d’oliva dalla tunisia, Latte dalla Romania, carne e auto dalla Germania, tutte cose che si possono produrre anche in Italia, inquinando meno. Senza parlare delle banane, kiwi o mango.
Greta vada al WTO e glielo dica a quei signori
Questa anomalia dell’uso dei bambini nei media risale ai tempi della radio, già allora si sfruttavano impropriamente e scandalosamente i bimbi ‘fenomeno’.
Poi la TV ne ha fatte di cotte e di crude tra l’indifferenza generale.
A meno di una ventata moralistica che non riesco ad immaginare, la cosa mi sembra ingovernabile, data la continua ricerca di effetti speciali di tipo emotivo (pensiamo al corto circuito voluto quotidianamente dal femminile, tra seduzione imposta e vittimismo professato) e la pochezza di acclamati responsabili della comunicazione.
PS – Certi organismi potrebbero prendere posizione, anziché indulgere compiaciuti, sull’uso strumentale di indumenti che fanno parte delle loro divise,
E che posso dire io meglio di quanto avete detto Voi Miao, Gio rgio, Winston, Primadellesabbie? E’ un piacere leggerVi. Un appunto lo devo fare: in Italia i Comunisti Veri quelli che dovrebbero difendere i diritti dei Lavoratori eccetera, NON ci sono MAI stati. In ogni caso l’Asinistra ci ha stufato e quelli che avevano l’Ideale Comunista sono diventati: fascisti, razzisti, omofobi, antisemiti per usare le parole che adottano loro e far capire “Il Concetto”. Come direbbero loro “siamo tutti de TorreMauresi. La Costituzione vieta la “ricostituzione del partito fascista”: nessun partito si chiama in questo modo. Il saluto cosiddetto “fascista” è il Saluto Romano, quello dei nostri Antenati. I Romani si vantano di essere Figli di Troia, discendenti di Lavinia ed Enea. Aspettiamo che Foa RIFORMI la Rai, liberandoci dall’Asinistra epulonamente buonista con l’intimo pertugio della “Plebe” Contributrice Unica o prendiamo Noi in mano la situazione e gettiamo le TV in strada?
La Rai? Canale 5 e& C ? Perchè, c’é ancora chi le guarda? Non sono aggiornato.
Fazio ? Chi é?