Il super-ricco Cuban: studiate filosofia, domani varrà oro
Nonostante l’evocativo cognome, Mark Cuban è un miliardario americano da tempo segnalato su “Forbes” come uno degli uomini più ricchi degli Stati Uniti. Agli sportivi è più noto per essere il presidente dei Dallas Mavericks, la squadra texana di basket. Di economia ne capisce parecchio, visto che vanta quasi 4 miliardi di dollari di patrimonio nonostante l’umile famiglia (padre tappezziere) e un cognome originario, Chabenisky, che tradisce l’origine russa, mentre la madre era una casalinga rumena. E’ stato il tipico ragazzo americano povero che si arrangiava con i lavoretti, ma con notevole fiuto per gli affari, se è vero che da studente universitario si è aperto un bar, subito divenuto famoso e frequentatissimo, poi una microsocietà di produzione di software, rivenduta a breve per 6 milioni di dollari. E’ proprietario di una televisione, e si è saputo gestire anche come investitore in campo finanziario. Da uno così non ti aspetteresti il consiglio di studiare filosofia, eppure lo ha fatto in una recente intervista, pure sbilanciandosi in una previsione per certi punti di vista facile, che non posso fare mia solo perché sostengo la medesima cosa già da anni.
Il portale “Glassdoor” che si occupa di dare informazioni in ambito di lavoro afferma che i laureati in informatica o ingegneria saranno i più pagati, in futuro, cioè con uno stipendio migliore degli altri rispetto ai laureati in discipline umanistiche. A parte che chi sostiene che la filosofia sia “solo” umanistica non sa di cosa sta parlando, non ci pare che il celebre portale dica una cosa sconosciuta sulle differenze stipendiali tra laureati in storia dell’arte o lettere e quelli in ingegneria meccanica. Nel prendere atto del segreto di Pulcinella svelato da “Glassdoor”, Mark Cuban prevede che le cose cambino. In una intervista rilasciata alla “Abc”, ha sostenuto che tra dieci anni una laurea in filosofia varrà molto di più di una laurea in informatica. Perché? La spiegazione è tecnica ed economica, niente affatto romantica o legata alle preferenze personali di Cuban. Secondo il miliardario americano la tecnologia relativa all’Intelligenza Artificiale (Ai) cambierà completamente il mercato del lavoro, ma non nel senso che ci saranno lavori per i tecnici, bensì nel senso che arriverà ad auto-programmarsi.
«Con l’intelligenza artificiale automatizzeremo l’automazione – dice Cuban – e l’Ai non avrà bisogno di me o di voi per farlo, nei prossimi dieci o quindici anni sarà capace di capire da sola come rendere automatici questi processi». Secondo Cuban, paradossalmente, saranno proprio i programmatori a farne le spese, ed è per questo che spinge a studiare discipline che forniscono elasticità e a pensare in grande, come la filosofia. «Saper pensare in modo critico, avere la capacità di valutare in una prospettiva globale – afferma Cuban – per me ha già valore oggi, ma ne avrà molto di più tra dieci anni». Inoltre, aggiungo io, sono molti gli studiosi di filosofia che si sono affermati nel mondo dell’imprenditoria, del management e della finanza, da Marchionne a Turner, fondatore della “Cnn”, ma non mancano severe eccezioni a questa regola, come il nostrano Chicco Testa (o testa di Chicco?) per nostra disgrazia già presidente dell’Enel.
(Massimo Bordin, “Il miliardario americano Mark Cuban non ha dubbi: studiate filosofia!”, dal blog “Micidial” del 15 settembre 2018).
Qualcuno disse……I filosofi hanno creato mille questi esistenziali ma non ne hanno mai risolto uno…..
Cos’e vi mettete a fare pubblicita a un altro paperonne Ebreo ,xche’ Cuban e’ Ebreo ,o che parlate di Ebrei o di magaldi e carpeoro( vero Nome pecoraro) massoni
La filosofia non va studiata , la filosofia si apprende strada facendo … questo tizio ha una visione distorta della materia , da bravo usraeliano vede solo il lato economico … disgustoso ..
però…non ha tutti i torti. La Filosofia è il Pensiero. Abbinata alla Matematica è una goduria, almeno per me. Le macchine si possono “forgiare”, coccolandole. Risulta a me che se le coccoli, si rompono di meno. E’ anche vero che a volte vanno da sole, per un difetto di software che hanno loro iniettato, il malsoftware intendo. E soprattutto, hanno troppi compiti da svolgere per una sola funzione. Semplificare. In ogni caso perché non abbinare Filosofia ed Informatica ? Aiutati dalla Fantasia o Creatività saremo imbattibili dalla confusione e dal male. Il mio “maestro” è Lao Tzu. Piegati e ti raddrizzerai…lo dicevano anche da Mia Nonna nel Viterbese: piegati frasca finché la piena passa…identico noh? E sopra tutto: il Saggio non compete perché rifiuta la competizione [ricerca il talento personale e lo applica, senza inutili e dannose sfide del cavolo]. Ebrei, cristiani, mussulmani, aggiungerei anche buddisti eccetera…vade retro. Il padrone del Cane-Gatto che sono, sono Io, non degli intruglioni che dicono siano onnipresenti e nessuno li vede, onnipotenti e non fanno un beneamato da mane a sera durante l’eternità, onniscienti e toppano con teorie che non stanno né in cielo, né in terra, né negli altri Tre Elementi della Natura, incosciente, inconsapevole, cannibale, ma bella, chimicamente imbattibile, rinnovabile malgrado il bruto u-mano.
E’ irricevibile la proposta di Cuban perché come sostiene wubbi la filosofia si distilla nel corso della vita e non si studia. Qualora si studiasse si studierebbe la filosofia degli altri e non la propria che è un’esclusiva penetralità di ogni individuo. Non si nasce filosofi lo si diventa con il tempo ed ognuno a proprio modo.
Sept 15, 2018.
Mark Cuban says the best investing advice he got when young was to be as poor as possible first.
“When I was getting started, I used to read this book, ‘How to Retire at 35’,” Cuban told Money magazine.
The 1988 tome advised readers to save aggressively in order to gain financial independence.
“The whole premise of the book was that if you could save up $1 million and live like a student, you could retire,” Cuban said.
“But you would have to have the discipline of saving. I believed heavily in that book. It was a big motivator for me,” he said.
He also says that most people don’t have to be entrepreneurs to be financial winners. In fact, like his fellow billionaire and friend Warren Buffett, Cuban strongly endorses low-cost index funds as a way to build wealth.
“The key is living within your means. Saving money and putting some into a low-cost mutual fund — like an SPX SPX, +0.28% fund — and living as inexpensively as you possibly can, will pay off dividends,” Cuban says.
Proseguimento:
https://www.marketwatch.com/story/anyone-can-be-a-millionaire-with-the-right-mind-set-2018-06-27
In breve, un conto è la teoria, un altro conto la pratica, nel senso che in teoria Mark Cuban consiglia alla gente di studiare filosofia poi nella pratica dice che il miglior consiglio che abbia mai ricevuto da giovane per raggiungere il benessere finanziario fu quello di vivere come uno studente squattrinato per tanti anni in modo da poter risparmiare l’impossibile per fare il primo gruzzolone ( The First $1Million ) e lui lo fece.
Dice anche che per raggiungere il benessere finanziario non è necessario diventare imprenditori in quanto la migliore strategia pratica è quello di mettere sempre tutti i propri risparmi su fondi indicizzati a basso costo e nel tempo la legge dell’interessa composto darà i suoi frutti.
Quest’ ultima cosa, anche se con sfumature e dettagli molto più interessanti, la disse molto tempo prima Warren Buffett, il più grande investitore del mondo, e già allora anche qualche bravo e saggio consulente finanziario indipendente, insomma, MarK Cuban da questo punti di vista non dice niente di speciale e di originale.
A parte il fatto poi che prendere lui come esempio di imprenditore vincente è un nonsense perché lui fece il jackpot finanziario nel periodo della bolla speculativa sulle dotcom quando gli fecere un’offerta monstre, a dir poco, per la sua azienda tecnologica, tanto è vero che l’acquisizione della sua azienda rientra nelle peggiori cinque acquisizioni aziendali dell’era dotcom, per trovare articolo, scrivere queste parole:
5 worst Internet acquisitions of all time Fortune
Insomma, non il migliore articolo di Massimo Bordin ma proprio per niente.
NB magari stasera o domani riporto il migliore consiglio dato da Mark Cuban, quello invece si che ha un certo senso profondo che vale nel tempo e vale per tutti.
c’è sempre qualcosa dietro a tutto e tutti
le facciate sono facili da imbellettare
i retro meno
belle le macchine che si divertono a spostare i commenti……….
Non capisco l’impegno e la foga di esprimere astio contro l’ebreo, contro il miliardario, contro tutto ciò che esula dalla nostra squadra o che fatica ad entrare nella nostra ristrettezza di vedute, e per ragioni che, se esistono, sono rigorosamente omesse.
Sembra di stare nella via Pal.
La filosofia e l’economia sono incompatibili? Non direi, dato che l’uomo é un animale capace di produrre ricchezza, e che questa ricchezza la può produrre per sé, per altri, che a volte se ne approfittano, o per la comunità in cui vive, o qualche volta la può accumulare, in diversi modi e per diversi usi.
Primadellesabbie
non mi sembra ci sia molto da capire
per quel che mi riguarda dico che si tratta di invidia
in questo momento sarei più che contento di averne uno di milioni
“La filosofia e l’economia sono incompatibili?”
i prodotti della follia umana sono tutti compatibili
dipende solo da come li si vuol vedere
concordo
ottimo commento