Meno e meglio: Piemonte, nascono le comunità energetiche
Scritto il 26/8/18 • nella Categoria:
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Autoproduzione e condivisione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili. Sono questi i princìpi alla base della legge sulle comunità energetiche approvata all’unanimità dalla terza Commissione del Consiglio regionale del Piemonte e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. La nuova norma, che pone il Piemonte come regione all’avanguardia a livello nazionale, permetterà a comunità di persone, enti e imprese di scambiare tra loro l’energia prodotta da fonti alternative. L’obiettivo delle comunità energetiche sarà quello di agevolare la produzione e lo scambio di energie generate principalmente da fonti rinnovabili, nonché l’efficientamento e la riduzione dei consumi energetici. Con la legge regionale numero 12 del 3 agosto 2018, il Piemonte ha dunque stabilito che i Comuni che intendono proporre la costituzione di una nuova comunità energetica, oppure aderire a una comunità energetica esistente, dovranno adottare uno specifico protocollo d’intesa, redatto sulla base di criteri che dovranno essere indicati da un futuro provvedimento regionale.
Le comunità energetiche, alle quali possono partecipare soggetti sia pubblici che privati, possono acquisire e mantenere la qualifica di soggetti produttori di energia se annualmente la quota dell’energia prodotta destinata all’autoconsumo da parte dei membri non è inferiore al 70% del totale. La Regione, attraverso futuri incentivi ad hoc, si impegna a sostenere finanziariamente la fase di costituzione delle comunità energetiche, le quali potranno anche stipulare delle convenzioni con Arera (autorità di regolazione per energia, reti e ambiente), al fine di ottimizzare la gestione e l’utilizzo delle reti di energia. «Il Piemonte, prima Regione italiana a dotarsi di una legge di questo tipo, fa un passo importante nella direzione dell’autosufficienza energetica e della costruzione di un nuovo modello di cooperazione territoriale virtuosa», commenta Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta: «Una scelta importante che speriamo sia seguita da altre Regioni ma soprattutto dal governo nazionale, che invitiamo a recepire subito la direttiva europea che verrà approvata ad ottobre su “prosumer” e comunità dell’energia, per evitare di perdere due anni e aprire subito opportunità nei territori e dar così forza all’autoproduzione e alla distribuzione locale di energia da fonti rinnovabili».
«La generazione diffusa di energia e un’autonoma efficienza energetica – prosegue Dovana – contribuiscono infatti alla riduzione del consumo di fonti fossili, delle emissioni inquinanti e climalteranti, ad un miglior utilizzo delle infrastrutture, alla riduzione della dipendenza energetica, alla riduzione delle perdite di rete e ad un’economia di scala». Il tema dell’autoproduzione e della distribuzione locale di energia da fonti rinnovabili è al centro dell’interesse generale per le opportunità che si stanno aprendo con l’innovazione nella gestione energetica, grazie all’efficienza e alla riduzione dei costi delle tecnologie e delle reti. Anche in Italia questa prospettiva avrebbe grandi potenzialità perché, in questa forma, le fonti rinnovabili anche senza incentivi diretti, potrebbero offrire un’adeguata risposta alla domanda di elettricità e calore negli edifici e nei territori, creando valore e nuova occupazione.
Il Piemonte dunque, prima Regione italiana, cerca di intercettare questa opportunità su ampia scala dopo anni in cui sul territorio, in forma sperimentale, è stato portato avanti ad esempio il progetto di Comunità Energetiche del Pinerolese promosso come capofila dal Comune di Cantalupa, con un piano di azione orientato all’autosufficienza energetica e volto alla costruzione di una comunità energetica locale. Ora questo tipo di esperienze potrà uscire dalla fase sperimentale e avere un’ampia diffusione. «La nuova legge regionale va nella direzione da noi auspicata – aggiunge Dovana – anche se avremmo preferito che gli obiettivi e le azioni che vengono previsti per le future comunità energetiche fossero meno generici e prevedessero inscindibilmente la riduzione del consumo di fonti fossili associata con la riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti. Chiediamo quindi alla giunta regionale, nella predisposizione dei provvedimenti attuativi della legge appena approvata, di stabilire regole per evitare che l’incentivo alle comunità energetiche diventi un sussidio acritico alla realizzazione di qualsiasi tipo di centrale a biomassa».
(“In Piemonte nascono le comunità energetiche”, da “Il Cambiamento” del 17 agosto 2018).
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Finalmente una buona notizia!
Non dite a Barnard che in Germania esistono da anni.
Ottima iniziativa sulla carta, ci sarebbe solo da chiarire la modalità e la proprietà della rete di distribuazione collegante i membri della comunità energetica, rete che difficilmente, perchè anti-economica, verrà cosstruita ex-novo. Quindi l’Enel ci vorrà mettere il becco.
ma questa cosa qua si fa da tanto tempo anche in Pecoralandia …in via sperimentale…alcuni comuni sono completamente autosufficienti e c’è una direttiva regionale se non erro …per ampliarne la portata a tutta la Sardegna…(devo controllare: non ricordo in che termini e modi ma il documento c’è ..poi magari posto i link ) .
Credo sia una cosa piuttosto costosa (non so ancora se conveniente in termini di rapporto costi/benefici …) sta di fatto che a mio parere…costosa o meno …credo che l’esperimento sia meglio continuarlo ..perché con il tempo migliorerà la tecnologia..e i costi /benefici diverranno convenienti….certo che se ci si indirizza verso questa direzione …e se si riuscisse a far diventare un sistema del genere esteso a livello nazionale…si risolverebbero molti ma molti problemi . Il problema credo che sia che in scala generale più estesa è ancora non conveniente.
Ma l’esperimento va continuato………….
Ci vogliono degli specialisti appassionati per distinguere la ‘burocrazia buona’ da quella devastante.
Da questa specializzazione le maggiori opportunità di lavoro (con obbligo di seguire il corso biennale di neologismi e sostenere l’esame finale, é altresì indispensabile la conoscenza dei software di simulazione atti a verificare ed assicurarsi che le norme attuative mandino tutto in vacca).
una bella “pozione farmaceutica ” per coloro che pur avendo vista normale non vedono patologicamente al di là della punta del proprio naso (nella migliore delle ipotesi….)…
buona domenica
OT
Articolo :
Matteo Salvini indagato,: “Se andiamo a votare, mi prendo l’Italia”
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Ed è in un retroscena di Repubblica che si racconta come Salvini abbia reagito alla notizia delle indagini, tirando dritto verso scenari ancora tutti da scoprire: “Ci metto un attimo a portare tutti a elezioni e diventare presidente del Consiglio”. (…) : “Non mi ferma un procuratore, gli italiani sono con me”.
(Fine Articolo )
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Commento: è vero…ed è una gran bella notizia: la magistratura di sinistra sta facendo guadagnare milioni di voti in più a Salvini.
dicesi: non tutti i mali vengono per nuocere..
Comunità Energetiche Leghiste in tutta Italia. Ottimo
ENEL c’entra poco, eventualmente TERNA od il GSE, anch’io dal prossimo mese entrerò in una comunità autogestita sotto l’aspetto energetico, e soprattutto a livello nazionale. Detta comunità è organizzata da una ditta tedesca che produce accumulatori energetici che in Germania sono anni che funziona, alla faccia di Barnard.
Sign. Giorgio…guardi che però Barnard parla d’altro..quando dice che la Germania da venticinque anni non spende sulle strutture pubbliche e lo fa par scelta politica .
Non c’entra nulla con questo cosa ….nulla toglie poi che in certi campi la Germania può essere innovatrice.
Cio che dice Barnard è tutta un altra cosa.
La prossima volta che va in Germania…si faccia un giro nella zona della “profonda” ex DDR…e vedrà.
Buona Giornata.
Il nick bru bru mi puzza da bruciato, comunque la mia è ironia, se non la si capisce ci sono dei corsi serali.
La Germania l’ho girata tutta e per sgombrare il campo da ogni dubbio, sui tedeschi la penso esattamente come il Poeta, ciò non toglie che è doveroso riconoscere il merito, o siamo al bar sport?
Non sono solo quelli della ex DDR teutonici (sic!) ma anche i bavaresi, quest’ultimi volentieri si confedererebbero con la repubblica Serenissima (non ho scritto meridione d’Italia), con gli austriaci orfani di J. Hider e con gli sloveni.
E’ esattamente la stessa cosa di cui parlano in Piemonte..
http://www.weforgreen.it/comunita-energetiche-comuni-autosufficienti-sardegna/
è un qualcosa di interessante…..se parte a livello nazionale ..e se ci si lavora su….si potrebbero sviluppare soluzioni interessanti in senso di approvvigionamento energetico per il futuro.
Che bello non preoccuparsi più del gas che dobbiamo importare di volta in volta da non so dove…..
Ovviamente l’ipotesi non è lontana : è lontanissima
Ma dai semi si sviluppano piante…
http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=321845&v=2&c=3697&t=1
Il nick bru bru mi puzza da bruciato, comunque la mia è ironia, se non la si capisce ci sono dei corsi serali.
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Perché la mia cosa è ???
bru bru….??? ma boh…lo facevo quando giocavo a fare l’autista da bambino. facevo bruuuu bruuuu…mimando il motore acceso.
@Primadellesabbie 26 agosto 2018 • 09:13
Commento pieno di ottimismo il tuo, ah, ah!
Ammetto che pur apprezzando l’idea delle comunità energetiche ho grosse difficoltà a capire come diavolo si possa ripartire tra l’utenza le spese sia di gestione che di consumo dal momento che, immagino, la comunità non si stacchi dalla rete nazionale, cioè non sia un sistema off-grid.
Se il produttore é un singolo, il sistema del doppio contatore funziona bene ma per un gruppo con singolo generatore e utenti plurimi, boh!
Non é cosa che in vacca ci va di suo?
Questa cosa è una cosa SPERIMENTALE che è costosa : la finanzia la Comunità Europea…non gestibile in larga scala.
Non è un caso che sia un qualcosa sperimentale limitato poche e ristrette realtà : su quelle ci si studia per capire ove si può migliorare nel rapporto costi /benefici per renderla attuabile su larga scala.
Tutti i test sperimentali si fanno cosi…su qualsiasi cosa…si prendono dei campioni in realtà economiche territoriali differenti..e si fanno i test…(mi sembra banale )
Leggo dei commenti….ahahahahha
Bisognerebbe che in farmaceutica si sperimentasse qualche buon farmaco /pillola contro il “gufismo al negativo “: è una brutta malattia ahahahh
sempre in via sperimentale si intende
faccio un fax (all’antica ) alla Bayer….(mo pure Monsanto )
Dato che abbiamo orrore della prevaricazione e delle conseguenti ingiustizie, e nuotiamo nel mare del diritto, abbiamo combattuto con successo la legge della brutalità imposta dal più grosso e forte, per mezzo della burocrazia.
Il risultato esemplare, che si può ammirare ovunque, é che anziché essere in balia del più grosso e forte siamo alla mercé del più spregiudicato e sfrontato in grado di progettare ed usare la burocrazia a suo vantaggio.
Un bel risultato! In un caso su cento il più grosso e forte può risultare anche una persona per bene, chi si mette nelle condizioni di progettare ed usare la burocrazia a suo vantaggio, invece, é un figlio di buona donna al 100%, e non si conoscono eccezioni nemmeno dopo la scoperta della quantistica.
Questo Paese nel quale i misteri della via burocratica vengono trasmessi fin dall’asilo, scartando accuratamente i meno ricettivi, come si può leggere tra le righe qui sopra, é interessata all’energia come pretesto per regole e vocaboli per iniziati del settore.
E non é una peculiarità del ‘pubblico’ come sa chi abbia avuto rapporti con piccole e grandi aziende, quando ancora c’erano, e nemmeno di un regime politico (la dittatura era intessuta sul fanatismo dei capo casa, capo strada, e su su: una garanzia!).