Francia cannibale, si mangia l’Africa: il bilancio dell’orrore
Sapevate che molti paesi africani continuano a pagare una tassa coloniale alla Francia dalla loro indipendenza fino ad oggi? Quando Sékou Touré della Guinea decise nel 1958 di uscire dall’impero coloniale francese, e optò per l’indipendenza del paese, l’élite coloniale francese a Parigi andò su tutte le furie e, con uno storico gesto, l’amministrazione francese della Guinea distrusse qualsiasi cosa che nel paese rappresentasse quelli che definivano i vantaggi della colonizzazione francese. Tremila francesi lasciarono il paese, prendendo tutte le proprietà e distruggendo qualsiasi cosa che non si muovesse: scuole, ambulatori, immobili dell’amministrazione pubblica furono distrutti; macchine, libri, strumenti degli istituti di ricerca, trattori furono sabotati; i cavalli e le mucche nelle fattorie furono uccisi, e le derrate alimentari nei magazzini furono bruciate o avvelenate. L’obiettivo di questo gesto indegno era quello di mandare un messaggio chiaro a tutte le altre colonie: il costo di rigettare la Francia sarebbe stato molto alto. Lentamente la paura serpeggiò tra le élite africane e nessuno, dopo gli eventi della Guinea, trovò mai il coraggio di seguire l’esempio di Sékou Touré, il cui slogan fu “Preferiamo la libertà in povertà all’opulenza nella schiavitù”.
Sylvanus Olympio, il primo presidente della Repubblica del Togo, un piccolo paese in Africa occidentale, trovò una soluzione a metà strada con i francesi. Non voleva che il suo paese continuasse ad essere un dominio francese, perciò rifiutò di siglare il patto di continuazione della colonizzazione proposto da de Gaulle, tuttavia si accordò per pagare un debito annuale alla Francia per i cosiddetti benefici ottenuti dal Togo grazie alla colonizzazione francese. Era l’unica condizione affinché i francesi non distruggessero tutto prima di lasciare il paese. Tuttavia, l’ammontare chiesto dalla Francia era talmente elevato che il rimborso del cosiddetto “debito coloniale” si aggirava al 40% del debito del paese nel 1963. La situazione finanziaria del neo-indipendente Togo era veramente instabile; così, per risolvere la situazione, Olympio decise di uscire dalla moneta coloniale francese Fcfa (il Franco Cfa delle colonie africane francesi), e coniò la moneta del suo paese. Il 13 gennaio 1963, tre giorni dopo aver iniziato a stampare la moneta del suo paese, uno squadrone di soldati analfabeti appoggiati dalla Francia uccise il primo presidente eletto della neo- indipendente Africa.
Olympio fu ucciso da un ex sergente della Legione Straniera di nome Etienne Gnassingbe, che si suppone ricevette un compenso di 612 dollari dalla locale ambasciata francese per il lavoro di assassino. Il sogno di Olympio era quello di costruire un paese indipendente e autosufficiente. Tuttavia ai francesi non piaceva l’idea. Il 30 giugno 1962, Modiba Keita, il primo presidente della Repubblica del Mali, decise di uscire dalla moneta coloniale francese Fcfa imposta a 12 neo-indipendenti paesi africani. Per il presidente maliano, che era più incline ad un’economia socialista, era chiaro che il patto di continuazione della colonizzazione con la Francia era una trappola, un fardello per lo sviluppo del paese. Il 19 novembre 1968, proprio come Olympio, Keita fu vittima di un colpo di stato guidato da un altro ex soldato della Legione Straniera francese, il luogotenenteMoussa Traoré. Infatti durante quel turbolento periodo in cui gli africani lottavano per liberarsi dalla colonizzazione europea, la Francia usò ripetutamente molti ex legionari stranieri per guidare colpi di stato contro i presidente eletti.
Il 1° gennaio 1966, Jean-Bédel Bokassa, un ex soldato francese della Legione Straniera, guidò un colpo di stato contro David Dacko, il primo presidente della Repubblica Centrafricana. Il 3 gennaio 1966, Maurice Yaméogo, il primo presidente della Repubblica dell’Alto Volta, oggi Burkina Faso, fu vittima di un colpo di stato condotto da Aboubacar Sangoulé Lamizana, un ex legionario francese che combatté con i francesi in Indonesia e Algeria contro le indipendenze di quei paesi. Il 26 ottobre 1972, Mathieu Kérékou (che era una guardia del corpo del presidente Hubert Maga, il primo presidente della Repubblica del Benin) guidò un colpo di Stato contro il presidente, dopo aver frequentato le scuole militari francesi dal 1968 al 1970. Negli ultimi 50 anni, un totale di 67 colpi di Stato si sono susseguiti in 26 paesi africani; 16 di quest’ultimi sono ex colonie francesi, il che significa che il 61% dei colpi di Stato si sono verificati nell’Africa francofona.
Cinque i golpe subiti dal Burkina Faso e dalle Comore, quattro i colpi di Stato attuati in Burundi, Repubblica Centrafricana, Niger e Mauritania. Sempre tra le ex colonie francesi, hanno vissuto almeno tre colpi di Stato il Congo e il Ciad – due, invece, l’Algeria e il Mali, la Guinea Konakry e la Repubblica Democratica del Congo. Almeno un violento “regime change” ha poi investito Togo, Tunisia, Costa d’Avorio, Magagascar e Rwanda. Altri paesi africani sottoposti a colpi di Stato sono Egitto, Libia e Guinea Equatoriale (un golpe ciascuno), Guinea Bissau e Liberia (due golpe), Nigeria ed Etiopia (tre colpi di Stato), Uganda (quattro) e Sudan (cinque). In totale 45 golpe nell’Africa ex francese, più 22 in altri paesi africani. Come dimostrano questi numeri, la Francia è abbastanza disperata ma attiva nel tenere sotto controllo le sue colonie, a qualsiasi prezzo, a qualsiasi condizione. Nel marzo del 2008, l’ex presidente francese Jacques Chirac disse: «Senza l’Africa, la Francia scivolerebbe a livello di una potenza del terzo mondo». Il predecessore di Chirac, François Mitterand, già nel 1957 profetizzava che «senza l’Africa, la Francia non avrà storia nel 21° secolo».
Proprio in questo momento, 14 paesi africani sono costretti dalla Francia, attraverso un patto coloniale, a depositare l’85% delle loro riserve di valute estere nella Banca Centrale Francese controllata dal ministero delle finanze di Parigi. Finora, il Togo e altri 13 paesi africani dovranno pagare un debito coloniale alla Francia. I leader africani che rifiutano vengono uccisi o restano vittime di colpi di Stato. Coloro che obbediscono sono sostenuti e ricompensati dalla Francia con stili di vita faraonici, mentre le loro popolazioni vivono in estrema povertà e disperazione. E’ un sistema malvagio, denunciato dall’Unione Europea; ma la Francia non è pronta a spostarsi da quel sistema coloniale che muove 500 miliardi di dollari dall’Africa al suo ministero del Tesoro ogni anno. Spesso accusiamo i leader africani di corruzione e di servire gli interessi delle nazioni occidentali, ma c’è una chiara spiegazione per questo comportamento. Si comportano così perché hanno paura di essere uccisi o di restare vittime di un colpo di Stato. Vogliono una nazione potente che li difenda in caso di aggressione o di tumulti. Ma, contrariamente alla protezione di una nazione amica, la protezione dell’Occidente spesso viene offerta in cambio della rinuncia, da parte di quei leader, di servire il loro stesso popolo e i suoi interessi.
I leader africani lavorerebbero nell’interesse dei loro popoli se non fossero continuamente inseguiti e provocati dai paesi colonialisti. Nel 1958, spaventato dalle conseguenze di scegliere l’indipendenza dalla Francia, Leopold Sédar Senghor dichiarò: «La scelta del popolo senegalese è l’indipendenza; vogliono che ciò accada in amicizia con la Francia, non in disaccordo». Da quel momento in poi la Francia accettò soltanto un’ “indipendenza sulla carta” per le sue colonie, siglando “Accordi di Cooperazione”, specificando la natura delle loro relazioni con la Francia, in particolare i legami con la moneta coloniale francese (il franco), il sistema educativo francese, le preferenze militari e commerciali. Qui sotto ci sono le 11 principali componenti del patto di continuazione della colonizzazione dagli anni ‘50.
#1. Debito coloniale a vantaggio della colonizzazione francese. I neo “indipendenti” paesi dovrebbero pagare per l’infrastruttura costruita dalla Francia nel paese durante la colonizzazione. #2. Confisca automatica delle riserve nazionali. I paesi africani devono depositare le loro riserve monetarie nazionali nella banca centrale francese. La Francia detiene le riserve nazionali di 14 paesi africani dal 1961: Benin, Burkina Faso, Guinea-Bissau, Costa d’Avorio, Mali, Niger, Senegal, Togo, Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad, Congo-Brazzaville, Guinea Equatoriale e Gabon. La politica monetaria che governa un gruppo di paesi così diversi non è complicato perché, di fatto, è decisa dal ministero del Tesoro francese senza rendere conto a nessuna autorità fiscale di qualsiasi paese che sia della Cedeao (la Comunità degli Stati dell’Africa Occidentale) o del Cemac (Comunità degli Stati dell’Africa Centrale). In base alle clausole dell’accordo che ha fondato queste banche e il Cfa, la banca centrale di ogni paese africano è obbligata a detenere almeno il 65% delle proprie riserve valutarie estere in un “operations account” registrato presso il ministero del Tesoro francese, più un altro 20% per coprire le passività finanziarie.
Le banche centrali del Cfa impongono anche un tappo sul credito esteso ad ogni paese membro equivalente al 20% delle entrate pubbliche dell’anno precedente. Anche se la Beac e la Bceao hanno un fido bancario col Tesoro francese, i prelievi da quel fido sono soggetti al consenso dello stesso ministero del Tesoro. L’ultima parola spetta al Tesoro francese, che ha investito le riserve estere degli Stati africani alla Borsa di Parigi a proprio nome. In breve, più dell’ 80% delle riserve valutarie straniere di questi paesi africani sono depositate in “operations accounts” controllati dal Tesoro francese. Le due banche Cfa sono africane di nome, ma non hanno una politica monetaria propria. Gli stessi paesi non sanno, né viene detto loro, quanto del bacino delle riserve valutarie estere detenute presso il ministero del Tesoro a Parigi appartiene a loro come gruppo o individualmente. Gli introiti degli investimenti di questi fondi presso il Tesoro francese dovrebbero essere aggiunti al conteggio, ma non c’è nessuna notizia che venga fornita al riguardo né alle banche né ai paesi circa i dettagli di questi scambi. Al ristretto gruppo di alti ufficiali del ministero del Tesoro francese che conoscono le cifre detenute negli “operations accounts”, sanno dove vengono investiti questi fondi e se esiste un profitto a partire da quegli investimenti, viene impedito di parlare per comunicare queste informazioni alle banche Cfa o alle banche centrali degli stati africani, scrive il dottor Gary K. Busch (economista, docente universitario a Londra).
Si stima che la Francia detenga all’incirca 500 miliardi di monete provenienti dagli Stati africani, e farebbe qualsiasi cosa per combattere chiunque voglia fare luce su questo lato oscuro del vecchio impero. Gli Stati africani non hanno accesso a quel denaro. La Francia permette loro di accedere soltanto al 15% di quel denaro all’anno. Se avessero bisogno di più, dovrebbero chiedere in prestito una cifra extra dal loro stesso 65% da Tesoro francese a tariffe commerciali. Per rendere le cose ancora peggiori, la Francia impone un cappio sull’ammontare di denaro che i paesi possono chiedere in prestito da quella riserva. Il cappio è fissato al 20% delle entrate pubbliche dell’anno precedente. Se i paesi volessero prestare più del 20% dei loro stessi soldi, la Francia ha diritto di veto. L’ex presidente francese Jacques Chirac ha detto recentemente qualcosa circa i soldi delle nazioni africane detenuti nelle banche francesi. In un video parla dello schema di sfruttamento francese. Parla in francese, ma questo è un piccolo sunto: «Dobbiamo essere onesti e riconoscere che una gran parte dei soldi nelle nostre banche provengono dallo sfruttamento del continente africano».
#3. Diritto di primo rifiuto su qualsiasi materia prima o risorsa naturale scoperta nel paese. La Francia ha il primo diritto di comprare qualsiasi risorsa naturale trovate nella terra delle sue ex colonie. Solo dopo un “Non sono interessata” della Francia, i paesi africani hanno il permesso di cercare altri partners. #4. Priorità agli interessi francesi e alle società negli appalti pubblici. Nei contratti governativi, le società francesi devono essere prese in considerazione per prime e, solo dopo, questi paesi possono guardare altrove. Non importa se i paesi africani possono ottenere un miglior servizio ad un prezzo migliore altrove. Di conseguenza, in molte delle ex colonie francesi, tutti i maggiori asset economici dei paesi sono nelle mani degli espatriati francesi. In Costa d’Avorio, per esempio, le società francesi possiedono e controllano le più importanti utilities – acqua, elettricità, telefoni, trasporti, porti e le più importanti banche. Lo stesso nel commercio, nelle costruzioni e in agricoltura. Infine, come ho scritto in un precedente articolo, “gli africani ora vivono in un continente di proprietà degli europei”.
#5. Diritto esclusivo a fornire equipaggiamento militare e formazione ai quadri militari del paese. Attraverso un sofisticato schema di borse di studio e “Accordi di Difesa” allegati al Patto Coloniale, gli africani devono inviare i loro quadri militari per la formazione in Francia o in strutture gestite dai francesi. La situazione nel continente adesso è che la Francia ha formato centinaia, anche migliaia di traditori e li foraggia. Restano dormienti quando non c’è bisogno di loro, e vengono riattivati quando è necessario un colpo di Stato o per qualsiasi altro scopo! #6. Diritto della Francia di inviare le proprie truppe e intervenire militarmente nel paese per difendere i propri interessi. In base a qualcosa chiamato “Accordi di Difesa” allegati al Patto Coloniale, la Francia ha il diritto di intervenire militarmente negli Stati africani e anche di stazionare truppe permanentemente nelle basi e nei presidi militari in quei paesi, gestiti interamente dai francesi.
Poi ci sono le basi militari francesi in Africa. Quando il presidente Laurent Gbagbo della Costa d’Avorio cercò di porre fine allo sfruttamento francese del paese, la Francia organizzò un colpo di Stato. Durante il lungo processo per estromettere Gbagbo, i carri armati francesi, gli elicotteri d’attacco e le forze speciali intervennero direttamente nel conflitto sparando sui civili e uccidendone molti. Per aggiungere gli insulti alle ingiurie, la Francia stima che la “business community” francese abbia perso diversi milioni di dollari quando, nella fretta di abbandonare Abidjan nel 2006, l’esercito francese massacrò 65 civili disarmati, ferendone altri 1.200. Dopo il successo della Francia con il colpo di Stato, e il trasferimento di poteri ad Alassane Outtara, la Francia ha chiesto al governo Ouattara di pagare un compenso alla “business community” francese per le perdite durante la guerra civile. Il governo Ouattara, infatti, pagò il doppio delle perdite dichiarate mentre scappavano.
#7. Obbligo di dichiarare il francese lingua ufficiale del paese e lingua del sistema educativo. “Oui, Monsieur. Vous devez parlez français, la langue de Molière!” (sì, signore. Dovete parlare francese, la lingua di Molière!). Un’organizzazione per la diffusione della lingua e della cultura francese chiamata “Francophonie” è stata creata con diverse organizzazioni satellite e affiliati supervisionati dal ministero degli esteri francese. Come dimostrato in quest’articolo, se il francese è l’unica lingua che parli, hai accesso al solo 4% dell’umanità, del sapere e delle idee. Molto limitante.
#8. Obbligo di usare la moneta coloniale francese Fcfa. Questa è la vera mucca d’oro della Francia, tuttavia è un sistema talmente malefico che finanche l’Unione Europea lo ha denunciato. La Francia però non è pronta a lasciar perdere il sistema coloniale che inietta all’incirca 500 miliardi di dollari africani nelle sue casse. Durante l’introduzione dell’euro in Europa, altri paesi europei scoprirono il sistema di sfruttamento francese. Molti, soprattutto i paesi nordici, furono disgustati e suggerirono che la Francia abbandonasse quel sistema. Senza successo. #9. Obbligo di inviare in Francia il budget annuale e il report sulle riserve. Senza report, niente soldi. In ogni caso il ministero delle banche centrali delle ex colonie, e il ministero dell’incontro biennale dei ministri delle finanze delle ex colonie è controllato dalla banca centrale francese e dal ministero del Tesoro.
#10. Rinuncia a siglare alleanze militari con qualsiasi paese se non autorizzati dalla Francia. I paesi africani in genere sono quelli che hanno il minor numero di alleanze militari regionali. La maggior parte dei paesi ha solo alleanze militari con gli ex colonizzatori (divertente, ma si può fare di meglio!). Nel caso delle ex colonie francesi, la Francia proibisce loro di cercare altre alleanze militari eccetto quelle che vengono offerte loro. #11. Obbligo di allearsi con la Francia in caso di guerre o crisi globali. Più di un milione di soldati africani hanno combattuto per sconfiggere il nazismo e il fascismo durante la Seconda Guerra Mondiale. Il loro contributo è spesso ignorato o minimizzato, ma se si pensa che alla Germania furono sufficienti solo 6 settimane per sconfiggere la Francia nel 1940, quest’ultima sa che gli africani potrebbero essere utili per combattere per la “Grandeur de la France” in futuro.
C’è qualcosa di psicopatico nel rapporto che la Francia ha con l’Africa. Primo, la Francia è molto dedita al saccheggio e allo sfruttamento dell’Africa sin dai tempi della schiavitù. Poi c’è questa mancanza di creatività e di immaginazione dell’élite francese a pensare oltre i confini del passato e della tradizione. Infine, la Francia ha due istituzioni che sono completamente congelate nel passato, abitate da “haut fonctionnaires” paranoici e psicopatici che diffondono la paura dell’apocalisse se la Francia cambiasse, e il cui riferimento ideologico deriva dal romanticismo del 19° secolo: sono il ministero delle finanze e del bilancio e il ministero degli affari esteri. Queste due istituzioni non solo sono una minaccia per l’Africa ma anche per gli stessi francesi. Tocca a noi africani liberarci, senza chiedere permesso, perché ancora non riesco a capire, per esempio, come possano 450 soldati francesi in Costa d’Avorio controllare una popolazione di 20 milioni di persone. La prima reazione della gente, subito dopo aver saputo della tassa coloniale francese, consiste in una domanda: “Fino a quando?”. Per paragone storico, la Francia ha costretto Haiti a pagare l’equivalente odierno di 21 miliardi di dollari dal 1804 al 1947 (quasi un secolo e mezzo) per le perdite subite dai commercianti di schiavi francesi dall’abolizione della schiavitù e la liberazione degli schiavi haitiani. I paesi africani stanno pagando la tassa coloniale solo negli ultimi 50 anni, perciò penso che manchi ancora un secolo di pagamenti!
(Mawuna Remarque Koutonin, “Quattordici paesi africani costretti a pagare la tassa coloniale francese”, da “Africa News” dell’8 febbraio 2014. Giornalista ed esperto di marketing, Mawuna Remarque Koutonin è un collaboratore del “Guardian“).
UNO SCHIFO!
Dal conto degli assassinii politici manca l’ultimo: Ghedaffi.
Noi italiani siamo in comunità (europea) con questi barbari sporchi e puzzolenti.
E, come dico sempre, hanno cominciato ben prima di Hitler ad ammazzare e rubare. Poi Hitler è morto e loro sono ancora qui, ad ammazzare e rubare. Che longevità.
O.T.
copia/incolla di articolo di giornale:
No, ad Angela Merkel l’Italia sovranista di Lega e M5s proprio non piace. Tanto che per la prima volta da anni a questa parte la Cancelliera non trascorrerà le sue vacanze nel Belpaese, tra Ischia e Alto Adige, così come è sempre stata sua abitudine. Niente Hotel Miramare ad Ischia e niente vacanza alpina a Soda, in Alto Adige, i suoi due grandi classici insieme al marito Joachim. Per inciso, il povero Joachim è stato spedito solo soletto in Sud Tirolo, mentre Angela ha scelto per le vacanze la Spagna socialista e filo-europeista. Per la precisione è andata in Andalusia, dal premier spagnolo Sanchez. I due infatti si incontreranno nella tenuta di Donana, a 50 chilometri da Siviglia, dove la famiglia Sanchez sta trascorrendo le sue ferie. E se l’Italia perde la Merekel, però, per le vacanze trova compatto il fronte sovranista: Theresa May, Marine Le Pen e Viktor Orban hanno scelto il Belpaese.
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News= una grande perdita…tutta l’Italia sta piangendo.
14 Paesi africani sotto il giogo di Parigi? No, sono 15: c’è anche l’Italia. Che subisce il medesimo trattamento di un’ex colonia francese. Tralasciando il lunghissimo elenco di aziende italiane passate sotto il controllo dei transalpini (per poi essere spesso chiuse), o il PIL italiano che ad oggi dovrebbe essere uguale o superiore a quello inglese e francese e che invece è stato abbattuto di un terzo, all’ingerenza e invadenza francese in Libia, alle cessioni unilaterali di tratti di mare ricchi di idrocarburi, all’intollerabile attivismo di Parigi nell’escludere l’Italia dai più importanti consessi internazionali…Tralasciando tutto ciò, è facile riconoscere la corruzione dei nostri funzionari politici-straccioni a cominciare dalle ville milionarie che si permettono (e che non dovrebbero poter permettersi), dal silenzio compiacente dei mass-media italiani, dalla concessione “sospetta” da parte francese di onorificenze (come la Legion D’Onore, il Cavalierato ‘dans l’Ordre des Arts et des Lettres’, cattedre alla Sorbonne, e altre patacche di latta dorata) a funzionari italiani che si sono contraddistinti per aver servito i sacri interessi francesi. Alcuni nomi? Franco Bassanini, Emma Bonino, Carlo De Benedetti, Massimo D’Alema, Piero Fassino, Dario Franceschini, Sandro Gozi, Enrico Letta, Giovanna Melandri, Roberta Pinotti, Giuliano Pisapia, Romano Prodi, Beppe Sala, Walter Veltroni. Tutti ufficiali, grand’ufficiali o commendatori della Legion D’Onore.
né più né meno di quello che vrrebbe fare la gang ue francia germania all’Italia. Che la parakrukkulona non venga più in Italia non può che farci piacere. Ha scelto il bel sorosiano andaluso? Non siamo gelosi, anzi. Le auguriamo di scapicollarsi insieme a lui in un “focoso” flamenco a suon di naccherate e bischerate. Olè ! Riprendiamo a fare stoffe, calzature, mobili di pregio, impiantiamo piantagioni di avocado siciliani, quelli con la buccia verde e sottile, le ceramiche artistiche, le borse, i gioielli, eccetera. Smettiamo di fare gli osti ed i locandieri mafioevasori. Difendiamo le Nostre Città, tutte belle e tutte d’Arte, realizzate da Architetti con la A Maiuscola non da renzipianisti delle nuvole metalliche. Esigiamo rispetto dai trogloditi mordi e fuggi d’accatto che ci invadono al pari dei “negher” se non peggio. Chi l’ha DURA la vince ! Ed a Noi i buonisti ci hanno indurito anche oltre il punto giusto.
Sull’accordo /intesa della Sinsitra italiana per cedere tutto alla Francia e metterci sotto le loro areaa in funzione di equilibrio (per i francesi ) con la forza teutonica ..come contrappeso equilibrante dell’asse Franco /Tedesco …(ma vi rendete conto a cosa si son prestati..sti cazzo di sinistri infami senza dignitàà ???? pur di restare al potere…) avevo letto tempo fa un interessantissimo articolo di Federico Dezzani…veramente illuminante.
Dovrei andare a ritroso nel suo Blog e cercarlo (non ne ho voglia ). Se chi segue Dezzani lo fa al mio posto e lo linka mi fa un gran piacere…perché se non ricordo male è spiegata bene la strategia di sottomissione dell’Italia alla Francia messa in atto dai sinistri zozzi rosso sbiadito senza dignità…………
Francia?…Portogallo, Spagna, Inghilterra, Belgio, Germania…Italia.
Si può escludere solo l’Europa Centrale che ha, non casualmente, elaborato una sua peculiare cultura (esemplare il rifiuto opposto da Francesco Giuseppe ad una sostanziosa partecipazione allo sfruttamento del Congo, offertogli in dono dal consuocero, Re del Belgio) che solo alcuni attenti osservatori sembrano in grado di distinguere, e che, non so quanto casualmente, é stata accuratamente smembrata territorialmente.
Africa?…anche Medio Oriente, Asia, Estremo Oriente, Pacifico, Indonesia, Oceania, India, Americhe.
(E poi l’Europa dopo la seconda guerra.)
Leggo:
“…durante quel turbolento periodo in cui gli africani lottavano per liberarsi dalla colonizzazione europea, la Francia usò ripetutamente molti ex legionari stranieri per guidare colpi di stato…”
che dovrebbe richiamare alla mente Mattei, Moro e qualche altro, per noi, doloroso avvenimento ed i sedicenti ‘patrioti’, premurosamente addestrati e fedeli all’addestratore.
e:
“…Spesso accusiamo i leader africani di corruzione e di servire gli interessi delle nazioni occidentali, ma c’è una chiara spiegazione per questo comportamento. Si comportano così perché hanno paura di essere uccisi o di restare vittime di un colpo di Stato. Vogliono una nazione potente che li difenda in caso di aggressione o di tumulti. Ma, contrariamente alla protezione di una nazione amica, la protezione dell’Occidente spesso viene offerta in cambio della rinuncia, da parte di quei leader, di servire il loro stesso popolo e i suoi interessi. …”
Se leggendo riuscissimo ad uscire dal quadro esotico e guardare vicino a noi, tutto quanto narrato in questo articolo avrebbe un significato capace di farci deporre i molti luoghi comuni con i quali pretendiamo di risolvere ogni cosa.
Ecco a cosa serve Trump: A PARARCI IL CULO
Perché finita l’estate cercheranno di farcela pagare attaccandoci finanziariamente (lo sanno tutti ).
E Trump serve ..perché ci compreranno i Titoli e cosi non andremo giu (son già intervenuti .diverse volte per ordine del Governo Americano ).
Se ci attaccheranno di brutto (e probabilmente lo faranno )…e i mercati sanno che dalla nostra parte ci sta l’Amministrazione Americana…ci sarà sempre uno sfreddamento del “potenziale surriscaldamento ad hoc “…e non andremo giu. Altrimenti andremo giu.…e se andiamo molto giu..salta tutto. E se salta tutto son casini per l’Italia…
https://www.liberoquotidiano.it/news/economia/13367029/lega-m5s-asse-con-donald-trump-finanza-retroscena-mossa-contro-minaccia-spread.html
Ecco qui un video di 3 minuti ..ove fa vedere il pezzo di mare sardo “regalato” ai francesi ..di nascosto senza che nessuno ne sapesse nulla (una cosa di una gravità inaudita ). Ovviamente sono stati accordi sottobanco per chissà quale interesse (del governo Renzie )….da notare: è un pezzo di mare pescosissimo dove da sempre si recavano a pescare …dava da vivere dignitosamente a intere famiglie della costa adiacente …improvvisamente si son visti bloccare dalla guardia costiera francese. Ed è saltato fuori tutto ..per fortuna il nuovo governo è intervenuto al limite del tempo ed ha bloccato tutto: il contratto stava per entrare nella data ove era irreversibile. Queste “perle” dei sinistri..fanno parte e son conseguenti al tema prima esposto nei post precedenti: cedere alla Francia …come spiegato egregiamente nell’articolo di Federico Dezzani. Se avessero vinto loro le elezioni..questo processo sarebbe andato avanti nei prossimi anni (non ci voglio manco pensare….). Avrebbero piano piano ceduto tutto , licenze, asset, etc etc …
https://www.youtube.com/watch?v=da1BNE5TfBg
Questa puzzona teutonica insieme al finocchietto Macron….voleva e vuole farci fare la fine dei Paesi africani descritti nell’articolo (Articolo che fa pensare molto e non poco ).
In Libia era l’Eni che gestiva l’estrazione del gas/petrolio …e non per imposizione coloniale ma per collaborazione /intesa con Gheddafi…
Con l’Intervento militare ci son stati fregati il 50 % della nostra gestione ENI a favore della TOTAL francese….
però pare che eccetto alcune fazioni /tribu locali filo francesi ..la stragrande maggioranza delle altre veda di buon occhio o preferisca la gestione italiana ENI e il relazionarsi con gli Italiani.
Il Capitano “Salvini” in accordo con gli Stati Uniti di Trump (conta l’amministrazione politica: Obama /Clinton erano pro francesi…infatti sono gli Obama /Clinton che hanno permesso ai Francesi di attaccare per prima la Libia (senza autorizzazione ONU ) e poi hanno coinvolto la NATO e come partner importante NATO letteralmente (dico “l-e-t-t-e-r-a-l-m-e-n-t-e ) costretto l’Italia a partecipare.
(Bersusca è quello che è….ma guardate che Berlusconi in quella guerra c’entra poco o niente come decisione di partecipazione…è Napolitano che annodò i fili…Berlusca era non contrario ma contrarissimo: fu messo spalle al muro dall’alleanza atlantica è costretto contro i nostri interessi…..addirittura partirono senza preavviso gli aerei da guerra dalla Francia e attraversarono senza preavviso (atto di prepotenza ) l’area Italiana…cosa doveva fare l’Italia: far decollare i propri aerei ed abbattere gli aerei francesi ??? ovvio che no….inizio il bombardamento della Francia (in accordo con gli USA ) dopodiché per accordi Nato fu costretta l’Italia a partecipare. Guardate che Berlusconi ha altre colpe: ma li c’entra nulla…non poteva rifiutarsi. Dopodiché chi annodò tutta la faccenda (Napolitano & company ) scaricò tutto su Berlusca in quanto formalmente Primo Ministro.
A proposito: inizialmente i “pacifisti” di sinistra stavano per mobilitarsi…poi quando si capi che non era esattamente volontà di Berlusca…”stranamente” non ci furono manifestazioni di nessun genere e tipo SILENZIO DI TOMBA (dove era il “compagno ” Gino Strada ? dove erano i “compagni” dei Centri Sociali ? )…(Soros diede l’ordine alle sue truppe cammellate felce & mirtillo di non muoversi ??? )
Oggi per fortuna nostra…Trump detesta Macron e non gli piace il lavoro fatto da Obama /Clinton ..in Libia ..ed dal recente meeting tra Conte e Trump a Washington ..pare ci sia stata un intesa perché all’Italia gli venga dato il suo ruolo storico: l’intermediatrice europea con i paesi nord africani (con i quali ha sempre avuti buoni rapporti..anzi c’è un naturale feeling…) equivale a dire che vuol sostenere l’Italia per ricostruire i rapporti con la Libia (la Francia incazzata sta foraggiando alcune tribù in funzione anti italiane ). Inutile dire che senza l’appoggio Trump…l’Italia rischia di perdere la Libia perché i francesi son decisi a far smammare l’ENI a favore della TOTAL…
ovviamente chi non capisce una minchia delle strategie geopolitiche ti tira fuori …le sanzioni all’Iran e la faccenda Gerusalemme Capitale….senza capire una letterale minchia (e senza togliere nulla alla gravità dell’aver fatto Gerusalemme Capitale in quel modo …e la discutibilità delle posizioni con l’Iran …) . Ma non per nulla chi non capisce un cazzo….se non capisce un cazzo……….
ESATTO.
C’è stata un intesa degli europeisti di sinistra memoria (PD & affini ) di cedere tutto alla Francia per renderla forte nel rapporto Franco /Tedesco…e per (secondo loro ) farci entrare nell’ala francese come sub potenza . Non per nulla da qualche anno a questa parte si sta cedendo tutto alla Francia…compreso “quel ” pezzo di mare della mia Sardegna…”stranamente” ceduto senza avvisare nessuno…
Meditate gente…la sinistra.
Ben venga la destra radicale e l’estrema destra.
Ormai tutti sanno del patto sinistra /Francia per cederci pezzo a pezzo. Mi sa che il trend è finito.PER FORTUNA.
la maggioranza dei supermercati in Italia sono francesi, grazie alla collaborazione dei signori prima elencati, e così con la ns. spesa manteniamo anche la francia, siamo un popolo di s….. che accettiamo tutto questo senza fiatare.
Quel pezzo di Sardegna venduto di nascosto ai francesi…ai noi sardi non è passato inosservato. Da notare: è stato bloccato tutto dalla Meloni prima che ha fatto un casino e dal Governo poi. Il contratto di cessione di territorio fatto da Gentiloni (ma vi rendete conto??? stavano cedendo pezzo di territorio di nascosto arbitrariamente…!!! ) stava per diventare operativo e irreversibile ..è stato bloccato in tempo. Domandatevi perché da qualche hanno a questa parte l’Italia ha ceduto tantissimo dei nostri “gioielli ” nel settore economico industriale alla Francia. Non è mica un caso………
Rossi sbiaditi di merda.
Per il potere vendono pure il culo della mamma. Son sempre stati cosi………
Preciso: a me Berlusconi sta per istinto sulle palle : ma in questo caso guardate che di colpe ne ha belle e che poche. L’unica colpa è che non ha avuto la forza di ribellarsi…era troppo indebolito dalla situazione politica ..(attacco finanziario dell’UE..attacco interno dalla cordata di Gianfranco Fini sostenuto di nascosto da Napolitano…attacco /minaccia alle sue aziende…per cui ha ceduto subito ). Secondo me chi ha un impero di aziende non deve far il Primo Ministro…perché è facilmente ricattabile: o fai questo o ti facciamo crollare in borsa le tue aziende ….e cosa fa ? ubbidisce …ovvio.
Si sa che ci fu una discussione accesa e che Berlusca minaccio di muovere i passi per uscire dall’Euro …inizialmente tentò di rifiutarsi ai loro diktat (questo gli va riconosciuto ) poi cedette su tutto……
Il Primo Ministro lo deve fare chi non è legato a eccessivi interessi di natura privata….c’è poco da fare. Berlusconi si è mosso SEMPRE con un occhio per le sue aziende….
e pensare che i ns. connazionali si fermano ai distributori Total e ai supermercati Decò e Carrefour per fare carburante e spesa, bisogna boicottarli almeno questo gli italioti dovrebbero capirlo, se questi non vendono fanno la valigie e si tolgono dalle p…. e i ns soldi restano in Italia facendo spesa ai distributori Italiani.
fossero solo i supermercati…………i rossi sbiaditi di merda…stavano cedendo tutto (per accordo /intesa come specificato prima…)…
Ecco perché “tendo” a credere che sia vero che Attali sia potuto intervenire anche per le nomine Rai …(sono interessantissimi a tutto cio che avviene in Italia…perché miravano e mirano a colonizzarla …e renderla una sub colonia loro…sotto l’egemonia Franco /Germanica….i piani non son riusciti (almeno spero..)…il tutto con l’intesa della sinistra . Farabutti di merda……….i rossi sbiaditi e non….ed i francesi.
Posto che io ..non sono in sintonia con tutto cio che dice Federico Dezzani nel suo discorso di geopolitica ..ma in “relazione” a quest’articolo ne condivido la sostanza: perché di cio che dice Dezzani in merito..ci sono ABBONDANTI riscontri da varie parti e fonti….
INSOMMA LA SINISTRA ITALIANA CI VOLEVA RIDURRE NELLE STESSE CONDIZIONI DI QUEI PAESI DI CUI PARLA L’ARTICOLO. MAGARI CON PIU GARBO…VISTO CHE SIAMO EUROPEI ..MA A QUESTO MIRAVA E MIRA (SE PUO’ ….) LA FRANCIA ..NON CON MACRON…MA ANCHE LA FRANCIA PRECEDENTE.
ecco il link:
http://federicodezzani.altervista.org/trattato-del-quirinale-vendersi-alla-francia-restare-europa/
Ecco perché tendo a credere all’intervento di Attalì tramite poteri forti anche per le nomine Rai (non con assoluta certezza…ma “tendo ” a crederci: la Francia da anni è interessata ad egemonizzare l’Italia e renderla colonia subalterna . Da oggi ? no…dall’immediato ieri ? no…dalla Rivoluzione Francese in avanti..cioè da quasi 300 anni..la Francia ha sempre sognato il dominio sull’Italia. Ogni tanto se l’occasione politica lo permette ..il sogno riaffiora: la nostra sinistra infame, puzzona/puzzolente, radical chic & non, rossiccia anemico/sbiadita, sorosiana, congenitamente inclina al tradimento , parla bene e razzola male …le stava dando l’occasione in un piatto d’argento.
D’altronde è la loro inclinazione: cosa ha fatto Tsipras&Syriza in Grecia ??? cosa sta facendo l’attuale giunta di sinistra Sanchez in Spagna??…
dell’articolo in questione estrapolo e metto in evidenza , ai fini del discorso qua fatto , cio che mi interessa e ritengo più significativo:
——->>>>All’interno di un’Unione Europea in via di dissoluzione, si sta cercando di ritagliare un nocciolo duro: è la coppia Francia-Germania. Per rimanere agganciata al progetto d’integrazione europea, la classe dirigente italiana sta cedendo quote crescenti del nostro sistema economico-finanziario alla Francia, nella speranza che Parigi ci apra le porte della “serie A”.
——>>>la Francia con un deficit pari al 3% del PIL ed un debito pubblico record, ormai vicino al 100%, l’Italia con un deficit attorno al 2,5% del PIL ed il debito pubblico al 132%. Se la Germania è il centro dell’euro, sia Francia che Italia se ne stanno allontanando a grande velocità. Nonostante la BCE.
——>>>è ormai evidente che il progetto d’integrazione europea, lanciato nell’immediato dopoguerra perché completasse la NATO, è giunto al capolinea.
——->>>è quindi emerso un “piano B” con cui salvare il processo d’integrazione europea: è “l’Europa a due velocità”, che contempla una maggiore integrazione fiscale e politica tra Francia e Germania, con rispettivi satelliti.
—–>>>Un’unione a due significherebbe che Berlino si faccia carico di Parigi, trasferendo un ammontare di risorse tale da consentirle di “vivere al di sopra dei propri mezzi”: è un’ipotesi piuttosto remota,
——->>>sicuramente non è nell’interesse della Germania creare le condizioni perché anche l’Italia possa partecipare “al nocciolo duro”.
——>>>La classe dirigente italiana ha preso progressivamente coscienza che il maggior pericolo per la nostra permanenza nel nocciolo europeo è la Germania. (….) il nostro establishment ha quindi maturato dal 2011 una strategia disperata: “vendere l’Italia” alla Francia, in cambio dell’impegno francese a perorare la nostra causa di fronte alla Germania.
——->>>Si considerino gli investimenti. Se le acquisizioni tedesche in Italia sono piuttosto limitate dal 2011 in avanti (il marchio Ducati, l’Italcementi della famiglia Pesenti), quelle francesi esplodono letteralmente e, concentrandosi in settori strategici come l’energia, la finanza e le telecomunicazioni, godono dell’esplicita approvazione dei governi Monti-Letta-Renzi. Nel 2011 Parmalat è acquistata da Lactalis e Bulgari da LVMH, nel 2012 Edison da EDF e Acea entra nell’orbita GDF Suez, nel 2016 Pioneer è comprata da Amundi e Telecom è scalata da Vivendi, nel 2017 Luxottica è inglobata da Essilor. Saltuariamente, circolano voci di un acquisto di Unicredit da parte di Société Générale e delle Assicurazioni Generali da parte di AXA: quel che è certo è la finanza italiana è ormai dominata dal trio francese Jean Pierre Mustier (ad di Unicredit), Philippe Donnet (ad di Generali) e Vincente Bolloré (azionista di Mediobanca e padrone di Telecom), a loro volta espressione della finanza Rothschild che occupa attualmente l’Eliseo con Emmanuel Macron.
——->>>L’Italia, negli ultimi sette anni, è diventata un sotto-sistema dell’economia francese, con l’avallo dei governi “europeisti” nostrani: il governo Gentiloni ha persino inviato i nostri militari a presidiare i fortini della Legione Straniera in Niger.
———>>>In quest’integrazione a senso unico (qualsiasi acquisto italiano in Francia è bloccato, dal passato interesse di ENEL per Suez alle più recenti mire di Fincantieri su Stx Saint-Nazaire), si può facilmente scorgere il grande disegno geopolitico della Francia: ridurre l’Italia, acquisendo il controllo di tutti i gangli dell’economia, alla condizione di Stato-vassallo, così da raggiungere una massa tale da confrontarsi con la Germania
———>>>L’Italia, che ha la stazza economica ed una popolazione sufficiente per essere un attore autonomo, guadagna invece da questo scivolamento nell’orbita francese soltanto la promessa di rimanere agganciata al processo di integrazione europea: come satellite di Parigi. La fallimentare classe dirigente sta, in sostanza, vendendo il Paese alla Francia per salvare se stessa
——–>>>Anche lo schema dei trattati bilaterali è un indice della gerarchia che si sta creando in Europa: la proposta di un nuovo Trattato dell’Eliseo, presentata il 22 gennaio 20182, dovrebbe rafforzare l’integrazione tra la Germania (contraente forte) e la Francia (contraente debole). Nessun accordo simile è previsto tra Germania e Italia. Il nostro Paese dovrebbe invece siglare entro il 2018 il cosiddetto “Trattato del Quirinale”, presentato dal premier Gentiloni lo scorso 10 gennaio, in occasione della visita a Roma di Emmanuel Macron3: si tratterebbe del corrispettivo del Trattato dell’Eliseo, dove però la Francia è il contraente forte e l’Italia quello debole. Accantonata qualsiasi pretesa di parità tra i diversi Stati, “l’Europa a due velocità” sarebbe quindi una struttura gerarchica, dove l’Italia è un sotto-sistema della Francia, a sua volta dipendente dalla Germania
——–>>>una classe dirigente fallita ed esautorata sogna di stipulare il “Trattato del Quirinale” e assoggettarci alla Francia
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&&&= il Gentiloni (da giovani militante nell’estrema sinistra a inclinazione Maoista ..si avete letto bene…era un devoto di Mao…questo sciagurato…ovvio non c’entra nulla con ciò che è attualmente…ma insomma per dovere di cronaca va detto: tanti esponenti europeisti /globalisti al servizio di Soros..vengono da esperienze politiche del genere…vedasi Tsipras..per esempio..colui che ha venduto mani e piedi legati , la Grecia all’olocausto finanziario ordoneoliberista …). Gentaglia.
Dicevo : il Gentiloni , senza che nessuno lo sapesse .., come adesso tutti sanno, ha stipulato con la Francia un contratto per la cessione di di un notevole pezzo del Mare Sardo alla Francia ….per fortuna fatto saltare da questo Governo. (al netto di cio che è stato ceduto ed elencato nell’articolo ).
Per fortuna che questi , diciamolo, BASTARDI..son stati mandati via il 4 Marzo. Perché questo progetto ..lo stavano portando avanti. Cioè saremo finiti quasi come quei Paesi africani sottomessi alla Francia (magari con più garbo ed eleganza…ma la sostanza…si assomiglia ).
La sinistra……………….
danneggiava solo noi ? no…danneggiava anche i pescatori Toscani e Liguri.
qua:
https://www.youtube.com/watch?v=UwSWvs-A5oY
quanto stavano cedendo ? 339 kmq di mare…
Per fortuna che l’arroganza francese ha fatto saltare tutto : si son messi ad bloccare (e anche minacciare di arrestare ) i pescatori prima che l’accordo infame (firmato personalmente da Gentiloni ) entrasse pienamente in vigore (i galletti francesi non hanno resistito ad atti arroganti ..come gli sconfinamenti /raid della polizia francese in Valle d’Aosta…i primi test ..di “padronanza” …nei nostri confronti…perché sono atti gravi ma gravi veramente …) .
e la concomitanza con l’arroganza francese sui pescherecci (ove ci pescavano da secoli ) coincidenti con la vittoria della Lega /M5s ..con una denuncia allarme mobilitazione della Meloni e di Claudio Borghi…ha fatto saltare tutti (era una questione di giorni ..e non sarebbe più stato possibile ).
Ben venga la destra dura e nazionalista.
silenzio compiacente dei mass-media italiani, dalla concessione “sospetta” da parte francese di onorificenze (come la Legion D’Onore, il Cavalierato ‘dans l’Ordre des Arts et des Lettres’, cattedre alla Sorbonne, e altre patacche di latta dorata) a funzionari italiani che si sono contraddistinti per aver servito i sacri interessi francesi. Alcuni nomi? Franco Bassanini, Emma Bonino, Carlo De Benedetti, Massimo D’Alema, Piero Fassino, Dario Franceschini, Sandro Gozi, Enrico Letta, Giovanna Melandri, Roberta Pinotti, Giuliano Pisapia, Romano Prodi, Beppe Sala, Walter Veltroni. Tutti ufficiali, grand’ufficiali o commendatori della Legion D’Onore. (Lettore_0041586 )
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ma guarda un pooo !!!!! tutti di sinistra e tutti (s)fregiati con titoli di (dis)onorificenza Francese !!! tooooo…ma che coincidenzaaaa !!!! ….e quelli sono i più conosciuti…ma c’è tutto un sottobosco (rigorosamente rosso sbiadito ) complice e adiacente e “operativo” …..
non guasterebbe un bel processo ….per tradimento del Paese.
la cessione della gestione delle nostre coste agli stranieri …
https://www.youtube.com/watch?v=YG8_jlLIA3k