Della Luna: tengono in vita l’Italia solo per finire di svuotarla
Scritto il 29/12/17 • nella Categoria:
idee
Il re è nudo ma niente succede. I numerosi scandali e, ultimamente, la commissione parlamentare di inchiesta sulle banche, hanno messo a nudo la realtà della politica e della burocrazia, le sistematiche e trasversali ruberie del regime, la sua strutturale illegalità di funzionamento – e niente succede, la società accetta tutto passivamente. Così come fa la “giustizia”, il popolo non reagisce, accetta ingiustizia e illegalità. Sempre più subisce e non agisce. L’esperienza gli ha insegnato che votare e manifestare è improduttivo. Una ribellione popolare contro il marcio regime è impossibile: il popolo italiano è vecchio e sfiduciato, anche in se stesso, e senza fiducia in se stesso un popolo non organizza una ribellione. E il voto non consente di cambiare, come si dirà. I banksters saccheggiano impuniti il risparmio, mentre autorità di controllo giudiziarie e amministrative chiudono un occhio o due e non agiscono nemmeno dopo il fatto. Il governo, con dentro parenti e amici dei banchieri, li copre e scarica sulla società civile i danni dei loro abusi. Grillo ruggiva dichiarando che il suo movimento avrebbe aperto i palazzi del potere come scatolette di sardine per mettere alla luce del giorno tutte le illegalità, come se ciò potesse suscitare reazioni tali da riformare il sistema. Ma non è così: il sistema continua come prima, e la gente subisce passivamente.
E perché stupirsi? La legalità è l’interesse più diffuso, dunque il più disperso, il più debole, quindi il più perdente. E’ un interesse impotente a difendere se stesso. Il popolo è bue perché è popolo, non per altra ragione. Per contro, gli interessiconcentrati, dei pochi contro i molti, soprattutto se illeciti e nascosti, sono anche poteri forti, e hanno buon gioco a comprare chi gli serve e a mettere nei posti giusti i loro fiduciari. Gli esponenti del regime italiano vantano oggi una ripresa economica, sia pur da fanalino di coda, ma non dicono che le previsioni per i prossimi 25 anni mostrano il sistema-paese Italia in costante perdita di produttività-competitività rispetto agli altri paesi comunitari e Ocse. Il che comporta che, per competere sui costi di produzione, si dovrà continuare a tagliare i salari reali, i diritti dei lavoratori, le pensioni, gli investimenti, e che in prospettiva l’Italia è spacciata, perché già da 25 anni sta perdendo in produttività comparata, e 50 anni così implicano che il paese non è più vitale. Spacciata, anche perché il governo deve perseguire una politica di saldi primari attivi (cioè togliere con le tasse dalla società più denaro di quanto riversa in essa, nonostante che la società sia in grave carenza di denaro).
Altro che virtuosità, risanamento, ripresa: tutto deve andare ai banchieri che prestano i soldi, compresa la proprietà delle aziende. Senza investimenti strategici non vi è recupero di produttività, non vi è fine del declino. Ciò accelererà la fuga di capitali, imprenditori, lavoratori qualificati e cervelli. Questo destino fallimentare è connaturato all’Italia unitaria, a questo Stato voluto e creato dall’estero per servire ed essere sfruttato da potenze straniere, come spiegato in precedenti articoli. Uno Stato sbagliato per composizione, che è stata fatta accozzando nazioni preunitarie troppo diverse tra loro e che perciò non hanno mai legato ma hanno generato una governance parassitaria e incompetente, che sa solo arricchirsi rubando sui trasferimenti dalle aree efficienti a quelle inefficienti, e in generale sulle risorse pubbliche e private. Uno Stato vassallo, in cui la politica è decisa dall’estero e alla classe politica interna, come unico spazio di azione, rimane la competizione-lottizzazione nel saccheggio del cittadino e della spesa pubblica. Non potendo procurarsi consensi con le buone politiche nell’interesse nazionale, i nostri politicanti se li procurano distribuendo privilegi clientelari. Questo è il modo di produzione della legittimazione elettorale in Italia.
I potentati stranieri dominanti sostengono e legittimano quelle forze politiche e burocratiche italiane che meglio servono i loro interessi a spese degli italiani (fino a mandare eserciti italiani a combattere servilmente guerre americane e francesi contro gli interessi italiani), consentendo loro in cambio di continuare i loro traffici con piccole banche, appalti truccati. E’ grazie a siffatti rapporti con la partitocrazia e la burocrazia italiane che potentati stranieri hanno acquisito il controllo di (quasi) tutte le imprese di punta e strategiche italiane, nonché della Banca d’Italia e del sistema creditizio. E’ così che il governo ha regolarmente sottoscritto, sotto ricatto di rating, contratti finanziari scientemente rovinosi a vantaggio delle controparti dominanti come Morgan Stanley, con perdite per decine di miliardi – vedasi il commento dell’onorevolele Brunetta all’audizione della dottoressa Cannata in commissione banche, audizione che si è cercato di mettere in ombra col polverone sulle dichiarazioni del presidente di Consob Giuseppe Vegas alla medesima commissione sul caso Etruria-Boschi, tacendo sul ministro e sugli alti dirigenti del Tesoro che sono poi passati a Morgan Stanley.
Un simile Stato, come apparato, non può vivere se non attraverso una corruzione sistemica, quindi intessuta nelle istituzioni anche di controllo (le campagne di lotta contro la corruzione, ovviamente, sono una presa per i fondelli). I suoi partiti politici sono galassie di comitati di affari dediti ad operazioni illecite o quantomeno scorrette. Le rispettive segreterie fanno da organo di coordinamento tra tali comitati, e di ricezione delle richieste di interessi stranieri (talvolta anche nazionali) dominanti. Che forza avrebbero i partiti di potere se non gestissero (clientelarmente) appalti, crediti, assunzioni, licenze? Nessuna. I partiti che si staccano da quelli di potere per perseguire ideali sociali e di giustizia, sistematicamente, si spengono; non sono vitali, sebbene abbiano talora ottime idee e grande onestà, proprio perché non si portano dietro alcuna fetta di spesa pubblica, alcuna risorsa clientelare. Laddove vi sono seri interessi in gioco, le leggi, anche dagli organi di controllo e giustizia, sono osservate solo marginalmente, soprattutto per mantenere una minima facciata di legittimità agli occhi della gente comune.
In realtà, vi è una netta divisione tra chi è soggetto alla legge e chi sta sopra di essa e la usa sugli altri per schiacciarli e spremerli. Il potere pubblico è inteso come proprietà privata, come diritto di passare sopra le regole e di togliere diritti agli altri, cioè di derogare alla legalità. Adesso, in campagna elettorale, è inevitabile che i partiti millantino, ciascuno, di avere la capacità e la volontà di salvare il paese e di combattere la corruzione. Lo afferma quella (pseudo) sinistra che è stata l’esecutore più attivo e fedele degli interessi stranieri, che più ha collaborato nel sottomettere ad essi tutto il paese, nello spremerlo per arricchire gli squali della finanza predona, nel sabotare l’economia e l’ordine pubblico, nell’imporre un pensiero e un linguaggio unico che impedissero persino di descrivere ciò che essa stava e sta perpetrando. Poi abbiamo un Berlusconi, proprietario del principale partito del centrodestra, che ha sempre usato i voti di chi gli dava fiducia per sostenere la linea della (pseudo) sinistra e della Germania, persino il rovinoso governo Monti, al fine di difendere i propri interessi aziendali e processuali – un Berlusconi da sempre condizionabile mediante attacchi giudiziari che scattano quando serve.
Abbiamo una Lega con analisi e propositi condivisibili, la quale un tempo era indipendentista e ora non lo è più, almeno nelle dichiarazioni, e si propone come tutrice degli interessi nazionali pan-italiani entro un’Ue e un euro in cui vuole rimanere. Purtroppo, sino ad ora, su scala nazionale, la Lega ha realizzato niente o quasi dei suoi programmi, pur essendo stata a lungo al governo. Abbiamo infine una M5S che conta numerosi esponenti validi, coraggiosi e liberamente agenti, ma i cui titolari – quelli che enunciano che “uno vale uno” – non si sa che mete abbiano e che interessi incarnino, anche se appaiono significativi legami con gli Usa. Abbiamo infine una nuova, furbesca legge elettorale, che lascia nelle mani delle segreterie (negandole agli elettori) non solo la scelta dei parlamentari, ma anche la decisione sul nuovo governo: una legge tipicamente partitocratica. No, signori miei, non illudetevi: il processo di disfacimento e la parassitosi maligna interna ed esterna continueranno più saldamente che mai, con la Bce che sosterrà il debito pubblico, differendo il collasso, per consentire di portare a compimento il piano di trasferimento delle risorse del paese. Niente cambierà con le prossime elezioni. L’unico cambiamento possibile e concreto lo realizza chi emigra.
(Marco Della Luna, Il Re è nudo ma niente succede, dal blog di Della Luna del 17 dicembre 2017).
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1 POST
La teoria dei quattro cerchi del potere sovranazionale, eccolo arriva ma in francese!!
“Les manigances de la superclasse mondiale”
Michel Geoffroy
Prima parte:
https://www.polemia.com/les-manigances-de-la-superclasse-mondiale-12/
PS la seconda parte nel prossimo post.
2 POST
Seconda parte:
https://www.polemia.com/les-manigances-de-la-superclasse-mondiale-22-suite/
ps Michel Geoffroy, ENA. Essayiste, contributeur régulier à la Fondation Polémia ; a publié en collaboration avec Jean-Yves Le Gallou différentes éditions du “Dictionnaire de Novlangue”.
In breve:
N 1 Il cerchio dell’elite finanziaria mondiale.
N 2 Il cerchio ( o meglio il circo!! ) mediatico.
N 3 Il cerchio delle entità non governative.
N 4 Il cerchio di Stato
Ovviamente il quarto cerchio di potere essendo l’ultimo cerchio è solo l’espressione dei cerchi dei poteri sovranazionali sopramenzionati, ma che strane coincidenze…..!!
Altrettanto ovvio è il fatto che questo schema di potere si ripete anche in altri stati europei dell’area europea mediterranea ossia Francia, Spagna, Portogallo e Grecia e di converso questo schema di potere si ripete anche in Germania ma per il Della Luna, in queso suo’articolo nostalgico legaiolo, la colpa è solo della cricca, casta,brutta, corruzione, ecc, insomma roba da cinque stalle…..!!
Saluti
Fabrice
PS i partiti duri e puri contro l’euro e sovranisti che si presenteranno alle politiche nazionali del 2018 sono:
a) Partito Comunisti Italiani di Marco Rizzo
b) CasaPound di Simone Di Stefano
c) Fronte Sovranista Italiano
ma per uno strano arcano mistero per Della Luna non contano una cicca, ancora ha nostalgia dei bei tempi della Lega legaiola bossiana e ai bei tempi del movimento cinque stalle contro tutto e tutti solo a chiacchiere!!
Della Luna in genere è bravo nelle sua analisi ma questo è uno dei suoi peggiori articoli!!
3 POST
In quest’articolo Della Luna sembra dare tutte le colpe alla formazione dell’Unità d’Italia per il quale nel 2011 si festeggiarono i 150 anni ma risulta storicamente che dal 1939 al 1945 ci fu la seconda guerra mondiale e l’Italia uscì come nazione perdente e in totale disfatta!!
Dopo 70 anni questi sono i risultati deii “Liberatori Americani”:
“LE BASI MILITARI USA E NATO IN ITALIA” di Gianni Viola
Esistono in Italia, oltre alle oltre 120 basi dichiarate, più di 20 basi militari Usa totalmente segrete: non si sa dove sono, né che armi e che mezzi vi siano….
. Sin dal 1952, con uno dei primissimi accordi segreti, i servizi americani ed italiani si accordarono per la costruzione della base di Capo Marargiu di Gladio in Sardegna. Si trattava “ufficialmente” di una base italiana, tuttavia progettata e pagata dagli Usa, che avrebbe ospitato, in caso di colpo di Stato (auspicato per evitare l’ingresso del PCI nell’area di governo) i personaggi considerati politicamente pericolosi (i cosiddetti enucleandi). La lista di questi “deportabili”, circa seicento fra uomini di cultura, politici e professionisti di varia estrazione politica e sociale, esiste tuttora, ma nessuno si è mai fatto carico di renderla pubblica.
In maniera più che esplicita. nell’accordo italo-statuniitense del cosiddetto piano Demagnetize (smagnetizzare i comunisti), un’altra diavoleria uscita fuori dalle menti malate degli ultra-atlantici, si legge: “I governi italiano e francese non devono essere a conoscenza, essendo evidente che l’accordo può interferire con la loro rispettiva sovranità nazionale”. Com’è evidente, nel caso specifico, erano addirittura esclusi dalla conoscenza i governi italiano e francese, mentre tutto si svolgeva a livello dei Servizi Segreti dei rispettivi Paesi, in combutta con la CIA….
Per articolo completo:
http://www.nogeoingegneria.com/tecnologie/sistemi-radar/le-basi-militari-usa-e-nato-in-italia/
PS nel prossimo post il magnifico libro di Gianni Viola!
4 POST
ps un pò off topic ma merita molto!!
“Il soave profumo dell’imperialismo” di Gianni Viola.
Partendo da una breve ma esauriente narrazione degli eventi storici precedenti alla distruzione della Jugoslavia – federativa e socialista – l’autore descrive, con minuziosa attenzione, le cause che hanno condotto a quel tragico esito. Mediante un tracciato storico e politico, il testo induce a cercare la conoscenza fuori dalle maglie del potere e a produrre controinformazione d’eccellenza, soprattutto in questo caso: nella tragedia jugoslava, i mezzi di informazione “che contano” hanno non solo occultato le informazioni necessarie perché il pubblico si facesse una giusta opinione di quanto stava accadendo, ma anche presentato in maniera distorta le notizie sulla guerra.
https://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=975
5 POST
I “Liberatori Americani” come trattano bene i loro lavoratori bianchi, eccoli arrivano!!
“Opioids and the Crisis of the White Working Class”
http://www.thetruthseeker.co.uk/?p=163423
Saluti.
Fabrice
PS magari stasera completerò con altri due post, si vedrà!!
Come il solito, Della Luna non vede alcuna speranza di salvezza, all’orizzonte, per l’Italia.
Mi sento di condividere le sue prospettive cupe, anche perché questa democrazia che si appresta alle elezioni politiche è ancella (o, se volete) puttana politica del libero mercato global-finanziario, strumento di dominazione dell’élite/classe globale dominante.
Il paradosso “aumenta la compressione materiale e psicologica dei dominati [italiani] e, nello stesso tempo, aumenta la loro passività” è solo apparente, come ha ben capito anche Della Luna.
In una società sana, con una popolazione che ha ancora voglia di lottare per i suoi diritti e la sua quota nella distribuzione della ricchezza, ciò non sarebbe possibile, in quanto aumentando la pressione elitista depauperante, la passività diminuirebbe e comincerebbero a divampare fuochi insurrezionali, se non rivoluzionari diffusi.
Il problema del cosiddetto sistema politico italiano, è che accanto ai collaborazionisti espliciti di troika e pentagono ["ci vuole più Europa", si partecipa alle distruttive guerre americane senza fiatare, eccetera], ci sono le false opposizioni [come i vigliacchi cinque stalle e i furbastri sinistroidi "liberi e uguali" (sinistra non paga ...)], oppure opposizioni debolissime, prone davanti al grande manovratore elitista e alle sue regole [metodo democratico, legge di mercato, trattati europidi e internazionali] che non caveranno un ragno dal buco …
Cari saluti
Eugenio Orso
…l’Italia intesa come “popolo” non è mai esistita.
La cultura del gregge è molto bassa e ne è chiara dimostrazione la situazione politica.
Non c’è nemmeno la forza per uno sciopero fiscale anche in una sola regione italiana.
Non c’è che da farsi tanti AUGURONI che quest’anno vanno di moda in italia….;))
Buon ano a tutti !
ps. “anno” nb.
“…Questo destino fallimentare è connaturato all’Italia unitaria, a questo Stato voluto e creato dall’estero per servire ed essere sfruttato da potenze straniere, come spiegato in precedenti articoli. Uno Stato sbagliato per composizione, che è stata fatta accozzando nazioni preunitarie troppo diverse tra loro e che perciò non hanno mai legato ma hanno generato una governance parassitaria e incompetente, che sa solo arricchirsi rubando sui trasferimenti dalle aree efficienti a quelle inefficienti, e in generale sulle risorse pubbliche e private…”
Quindi, la soluzione è la fine dell’unità d’Italia?