Arriva il cancro del Ceta tra le anime morte del Parlamento
Scritto il 02/7/17 • nella Categoria:
segnalazioni
Il degrado della nostra democrazia è ben rappresentato dal fatto che uno scontro megalattico stia accompagnando la discussione su una legge all’acqua di rose sullo ius soli, mentre il Senato si prepara ad approvare nel silenzio generale il famigerato trattato Ceta. Il trattato è quello stipulato tra Unione Europea e Canada e serve a far passare liberamente la globalizzazione più selvaggia e distruttiva, travolgendo le poche regole rimaste a difesa dei lavoratori, dei consumatori, dei cittadini. Il succo del trattato è il via libera ai prodotti, ai servizi e alle attività delle grandi multinazionali, secondo le regole loro e del paese più disponibile verso di esse. E se qualche Stato dovesse decidere di opporsi in nome delle proprie leggi su lavoro, salute e ambiente, le multinazionali potrebbero citarlo in giudizio in un arbitrato, gestito a condizioni, per esse, di favore. La extragiudizialità dei grandi fruitori di profitti rispetto agli Stati diventa legge, lo stesso privilegio di fronte alla giustizia comune di cui nel Medio Evo godevano prìncipi e baroni.
Il Ceta è una Bolkestein globale ed è perfettamente eguale all’altro trattato, sul quale invece l’opinione pubblica europea era stata in grado di fermare i suoi folli governi: il Ttip con gli Stati Uniti. Forse perché la potenza degli Usa intimoriva di più, alla fine anche Hollande e Merkel bloccarono la ratifica di quel trattato. Non il governo italiano, però, che – servo tra i servi – ha invece continuato a dichiararsi favorevole ad esso. Bloccato il Ttip, il Ceta con il più simpatico Canadà è diventato lo strumento, il cavallo di Troia, per far passare la stessa devastazione di massa dei diritti. Tutta la stampa italiana ha incensato il gentile e fascinoso leader canadese, Trudeau, che omaggiava le vittime del terremoto. Era una bella opera di promozione di un trattato che toglierà le barriere alla importazione del grano duro, che in Nord America si coltiva con largo uso del cancerogeno glifosato. Le multinazionali Usa, in attesa che passi il trattato con il loro paese, potranno così utilizzare le loro sedi canadesi ed il Ceta per ottenere subito il via libera ai loro affari, per noi, più distruttivi.
La ratifica del Ceta avviene da parte di un Parlamento dove quasi tutti, poi, si pentono dei trattati che firmano ed approvano. La mostruosa riscrittura dell’articolo 81 della Costituzione, che ha costituzionalizzato l’austerità europea, è avvenuta quasi allaunanimità nelle due Camere, ma ora non si trova chi l’abbia votata. Tutti oggi dicono di voler cambiare i trattati europei, ma fanno finta di non saper che ogni modifica di quei trattati richiederebbe l’unanimità degli Stati, quindi il consenso della Germania. Tutti dicono di voler cambiare i trattati dopo, ma pochi cercano di fermarli prima. Il Ceta è un attentato ai diritti e alla democrazia, per me chi lo approva dovrà essere considerato nemico, ma anche chi si occupa d’altro mentre proprio qui dovrebbe rovesciare il tavolo, anche chi lo lascia passare in silenzio dovrà essere chiamato alle sue responsabilità. Una democrazia muore per colpa di chi la colpisce, ma anche di chi volge lo sguardo da un’altra parte.
(Giorgio Cremaschi, “Ceta, un attentato ai diritti e alla democrazia”, da “Micromega” del 24 giugno 2017).
Articoli collegati
- Ceta, via libera alle multinazionali: faranno causa agli Stati
- Scordatevi i parchi italiani: fanno gola, vogliono mangiarseli
- Quelli delle cause vinte: Davide ha battuto Golia, 80 volte
- Banchieri marci e oligarchi, la vera Bad Company è l'Ue
- E Gentiloni in silenzio vara il Ceta, cavallo di Troia del Ttip
- Marco Bersani: questa élite non tollera più la democrazia
- Misds, peggio di euro e Ttip: se passa, si piange davvero
- Ttip, una bomba a orologeria contro libertà e democrazia
- Uccidiamo tutto, per farne Pil: questa economia è delirio
Proverò a ucciderli con sortilegi e riti voodoo. Magari funzionano.
Mi associo.
non sono anime morte … sono consapevolmente “servitor d’altri padroni”.
in un certo senso sono anime morte poichè anime vive non farebbero mai quel che fanno loro!
Se gli italiani fossero un più furbi e acquistassero solo prodotti nazionali il problema non sussisterebbe, dopo a chi la fanno causa? Al mercato? La legge di mercato comanda si regge chi vende. Fate pure entrare il prodotto e lasciate che qualche ditta lo usi, basta solo leggere l’etichetta e non acquistare se riporta prodotto con materia prima estera. Consumatore consapevole salva se stesso e il mercato locale.
Per quanto riguarda i pescherecci, quello che accade è il sintomo di qualcosa di molto più grave, di una causa che coinvolge la crisi della pesca che esiste già da tempo e che tutti facciamo finta di non vedere in nome del lavoro dei poveri e affranti pescatori. Io sono un piccolo imprenditore nella mia attività ci sono stati stravolgimenti impressionanti in questi ultimi anni a causa della tecnologia che incalza a passi ciclopici ma la lungimiranza, la pazienza, la conoscenza, lo studio, la curiosità mi hanno dato l’opportunità di diversificare ogni volta che se ne presentava la necessità altrimenti avrei chiuso. Perché vi dico questo, mettiamoci in testa una volta per tutte che la pesca E’ FINITA!!!!! i mari sono stati letteralmente saccheggiati e riempiti di rifiuti tossici e radioattivi, la temperatura sta innalzandosi pericolosamente ed il plancton, il polmone della terra, sta morendo. Ci sono intere aree oceaniche, grandi come continenti, completamente morte. Se si continua di questo passo non sarà solo il mare a morire ma l’intera umanità, che in fondo, in fondo lo meriterebbe pure. I pescatori inizino a pensare ad una alternativa professionale, ne hanno avuto il tempo perché il problema non è di ieri, ma non hanno fatto nulla, si sono solo appoggiati sulle vane promesse di qualche politico in campagna elettorale che come al solito presa la poltrona, risolto come per magia il problema dei pescatori. La questione è sempre la stessa, si discute all’infinito senza venire mai a capo di niente, e sapete il perché? Un po per lo stesso motivo per cui la medicina non ci cura, perché si punta sempre e solo all’ultimo anello della catena del problema che è il sintomo, senza mai preoccuparci della vera causa che procura il malessere. E’ un comportamento miope che si presuppone di guardare il problema senza mai veramente risolverlo, forse perché in fondo non conviene a nessuno. Continuiamo a vivere sulla punta dell’iceberg senza vedere che sotto l’oceano si nasconde la parte più grande.
Caro Gianluca non è così semplice.C’è un video su youtube dove è stata bloccata una nave canadese nel porto di Bari che scaricava grano con glifosato, dopo denuncia degli agricoltori pugliesi.Quindi già lo fanno senza il ceta.Hanno anche intervistato i produttori di pasta che usano questo tipo di grano e sono le marche più note.Sembra che la normativa non li obblighi a metterlo in etichetta.Come la mettiamo? Il consumatore per difendersi dovrebbe comprare solo pasta biologica a km 0!!! Tra l’altro Gentiloni da ministro degli esteri aveva ratificato a Parigi la cessione alla Francia di quote di mare limitrofe senza l’approvazione del parlamento.Chiedere ai pescatori di gamberoni liguri che si sono visti sequestrare il peschereccio dalle autorità marittime francesi credendo di essere legittimamente in acque territoriali italiane!!!
Dario, tempo fa la trasmissione RAI “Report” ha trattato il tema delle granaglie e dei sfarinati portando acqua al suo mulino, ma allo stesso tempo ha ragione Gianluca quando afferma che il coltello dalla parte del manico ce l’ha comunque il consumatore. E’ sufficiente che questi usi buonsenso e consapevolezza magari come ha indicato lei acquistando biologico e soprattutto a km zero e specialmente da fornitore che conosce personalmente.
Una precisazione mi è d’obbligo, dal momento che sono un produttore agricolo certificato dal marchio biologico, quest’ultimo garantisce la salubrità ma non la qualità, intesa come custode del meglio.
E’ comunque avvilente constatare che la maggioranza dei consumatori non segue i nostri principi ma la voce delle cassandre del prezzo più basso o più scontato.
Ho letto la notizia sul sequestro, sembra che alle prime analisi da parte dei NAS il grano canadese fosse risultato non idoneo poi è arrivato chi di dovere e tutto miracolosamente è tornato sui parametri di legge. E’ chiaro, il limite di pericolosità della micotossina DON e ocratossina A, considerate tra l’altro cancerogene è stato ulteriormente innalzato dall’Europa da 750 ug/kg a 1000 ug/kg una cosa assurda. Ora si parla addirittura di portarla a 1750 pur di rendere legale questo grano che in Canada si e no che lo danno in pasto ai porci mentre quì è destinato al consumo umano. Questo è quello che accade alla gente inconsapevole e disinformata, a coloro che si fanno sempre rappresentare da qualcuno e non si informano di persona, per cercare di tutelare se stessi e i propri cari. L’ignoranza si paga e sempre più spesso con la salute. Questi personaggi guardano i loro interessi e noi consumatori dobbiamo guardare i nostri questa è l’unica strada per migliorarci, senza togliere nulla a nessuno. Sull’etichetta non è riportata l’informazione necessaria per una maggiore tutela, bene, non acquisto il prodotto e se non fosse riportata in nessun prodotto di quel tipo noi lo mangio e basta. Mangio pane di segale e pasta di grano saraceno, porca miseria, ci mancasse il cibo oggigiorno! oggi c’è di tutto e di più basta solo alzare un po la testa e non farsi coinvolgere da queste convezioni e stereotipi sociali secondo i quali dovremmo accumunarci alle masse, in base ad una regola che sembra ci imponga di fare e basta senza più ragionare, senza più ascoltare. Non esistono scelte giuste o sbagliate nel mondo umano, semmai saranno le conseguenze che incomberanno a causa di tali decisioni ad indurci a credere che queste siano positive o negative, sulla base di come gli effetti incideranno sul nostro stato psichico, fisico e mentale, il giusto o lo sbagliato sta nel saperle riconoscere.