Il segreto del Pellicano: tutta la verità è qui, ma in incognito
Scritto il 21/8/16 • nella Categoria:
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Può accadere che, di colpo, tutto quello che credevamo di sapere non valga più. Vacillano certezze in ogni campo della conoscenza, fino a ieri protette dalla scuola e dalla scienza ufficiale, al riparo della grande cornice culturale del materialismo. La prima crepa può aprirsi davanti al Cenacolo di Leonardo, se un anziano professore ti tira per la giacca, ansioso – chissà perché – di confidare qualcosa proprio a te. Comincia allora un viaggio avventuroso e anche pericoloso, che assomiglia al volo del Pellicano: la tua vita finisce in pezzi, poi all’improvviso risorge. E tu, nel frattempo, sei diventato un’altra persona: rinata dalle sue ceneri, come la Fenice. E’ quanto accade al grafico Giulio Cortesi, in crisi con il lavoro e con la moglie, nelle retrovie della Milano del 2005. Finirà ipnotizzato dal segno dei grandi pittori: un misterioso quadro del Caravaggio ma, soprattutto, le opere del Giorgione. Segreti da decifrare, con l’aiuto di inattesi personaggi spuntati dal nulla, tra Milano e Torino, attorno a una ragazza affascinante. Chiave di volta, alla fine, un anziano monaco dell’abbazia di Chiaravalle, custode di un labirinto. Si dipana allora il filo di un sapere “altro”, condiviso dai padri della scienza moderna ma tenuto risolutamente nascosto: la verità è tra noi, da sempre, ma in incognito.
E’ la convinzione a cui approda lo stesso Cortesi al termine del romanzo a cui Gianfranco Carpeoro affida la «storia realmente accaduta di una leggenda», quella dei Rosacroce, gli uomini che proprio nel Pellicano – uccello che, simbolicamente, si trafigge il petto per resuscitare i suoi pulcini, nutrendoli col suo sangue – videro l’emblema e il messaggio del Cristo, la necessità del sacrificio per conquistare l’immortalità. Un allievo di Carpeoro, il saggista Michele Proclamato, in questi anni sta fornendo brillanti ricostruzioni dei valori simbolici che ci circondano, tutti ispirati al “sapere segreto” simboleggiato ad esempio dal Tempio di Salomone, da cui il genio di Isaac Newton, padre della fisica moderna ma innanzitutto alchimista, trasse le sue intuizioni cardinali, sulla via già percorsa da uomini come Ruggero Bacone, che forse inventò i primi occhiali già nel ‘200. Da Dante a Mozart, da Tommaso Moro a Cartesio: quali conoscenze li accomunavano? Le stesse dei massimi pittori del Rinascimento, a partire da Giorgione: che, a quanto pare, era al corrente della teoria eliocentrica già mezzo secolo prima delle tesi di Copernico.
La fonte di questa “conoscenza segreta” è antichissima: ve n’è traccia nell’incontro biblico tra Abramo e il misterioso Melchisedek, nell’adorazione dei Magi (l’ombra del mazdeismo di Zoroastro, poi dei Sufi), e quindi nella storica missione di San Giacomo e Giuseppe d’Arimatea, impegnati a esportare il cristianesimo in Europa. Sono i misteri nei quali – partendo dal rebus in forma in puzzle costituito dall’opera pittorica di Giorgione – Giulio Cortesi finisce per inoltrarsi, nella scomoda posizione di indiziato di omicidio. Tra un menù e l’altro, infatti – Cortesi è un inguaribile gourmet – dovrà innanzitutto convincere della sua innocenza il ruvido commissario di polizia che indaga su di lui. E finirà col collaborare in modo imprevedibile alle indagini, fornendo intuizioni ricavate proprio dal mondo esoterico che il grafico milanese va scoprendo, aiutato dai consiglieri-ombra che gli procurano indizi nascosti in libri rari, dove il messaggio che conta è sempre mimetizzato, da cogliere tra le righe, seguendo meccanismi analogici. Un gioco di specchi, con significati annidati tra i numeri.
Si sviluppa quindi una doppia ricerca, scandita dal ritmo incalzante del thriller, non senza pagine di autentica, spassosa comicità come quelle che narrano di un divertente ferragosto trascorso nelle discoteche di Ibiza (oltre alla cucina, la musica è l’altra traccia parallela del romanzo). Ma, anziché intrecciare fantasie “facili” e fuorvianti alla maniera di Dan Brown, Carpeoro utilizza lo stesso spunto il partenza del “Codice Da Vinci” – l’Ultima Cena – per andare alla scoperta di una storia vera, una “leggenda realmente accaduta”, lungo itinerari dove si incrociano Paracelso e Giordano Bruno, Salvador Dalì e Gabriele D’Annunzio, Victor Hugo e Goethe, fino a Steiner e oltre. Uomini di fede, alchimisti, matematici, astronomi e astrologi, filosofi, proto-scienziati, artisti. Tutti esoteristi, impegnati, attraverso i secoli, a prolungare il “volo del Pellicano”: usando il codice dei simboli e velando sempre, come Giorgione, una suprema verità – sulla “matrice dell’universo”, la stessa su cui oggi la fisica quantistica si starebbe affacciando? La legge sacra, la genesi della vita? Difficile interpretare il cielo senza tempo, attraversato dal volo bimillenario del Pellicano, in cui si cela «un grande, terribile segreto», che può “mozzare la testa” a chi si oppone al bene, come suggerisce il David ebraico, al quale il maestro Zorzo di Calstelfranco consegna la chiave più enigmatica della sua affascinante opera.
(Il libro: Giovanni Francesco Carpeoro, “Il volo del Pellicano”, Melchisedek, 500 pagine, 26 euro).
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Due recensioni – spot in meno di due mesi … i miei amici romani direbbero : che s’ha da fà pè campà
Cosa si fare per tirare a campare in questo paesucolo… non dirmi Carpeoro che hai scritto il tuo libercolo per ” amore della verità ” perché se così fosse lo avresti messo a disposizione gratuitamente in formato PDF !
Caro Massimo, i miei di amici romani ti direbbero: A Massimo! Ppè campà bbene, ce se deve da purgà! Sicchè quello che te esce tra li denti nun somij a quello che te esce in da quarche artra parte…
Anche i ” maestri ” della massoneria – per quanto grandi siano – non disdegnano il vil denaro per tirare fine mese… a tal proposito, non mi è chiaro il motivo per cui non impieghino i ” tremendi segreti ” di cui sono venuti a conoscenza ma preferiscano spacciare per verità assolute – in maniera più o meno furbamente velata – delle folli paranoie…
Cosa non si fa per tirare a campare in questo paesucolo… non dirmi Carpeoro che hai scritto il tuo libercolo per ” amore della verità ” perché se così fosse lo avresti messo a disposizione gratuitamente in formato PDF !
Risposta Marih e Mimmo…
Avete tutta la mia ammirazione perchè lavorate gratis e non avete bisogno di denaro per pagare le bollette e mantenervi. Marih poi ha una bella fantasia nell’attribuirmi tremendi segreti e verità assolute che furbamente celano folli paranoie. Si vede che mi conosce bene anzi benissimo…
Poi Mimmo non ne parliamo, non l’ha mailetto il mio libro, ma in base alle sue doti paranormali lo definisce “libercolo”.
Lo so che volete solo rompere i marroni, ma anche io mi diverto molto a mettere in risalto l’idiozia che ci circonda per cui forza, andate pure avanti così!
Risposta per Marih e Mimmo…
Avete tutta la mia ammirazione perchè lavorate gratis e non avete bisogno di denaro per pagare le bollette e mantenervi. Marih poi ha una bella fantasia nell’attribuirmi tremendi segreti e verità assolute che furbamente celano folli paranoie. Si vede che mi conosce bene anzi benissimo…
Poi Mimmo non ne parliamo, non l’ha mai letto il mio libro, ma in base alle sue doti paranormali lo definisce “libercolo”.
Lo so che volete solo rompere i marroni, ma anche io mi diverto molto a mettere in risalto l’idiozia che ci circonda per cui forza, andate pure avanti così!
Bravissimo Sig. Carpeoro per il suo lavoro divulgativo, continui sempre così! Saluti.
Maestro Carpeoro, avevo intenzione di replicare ai qui ” presenti ” “Giudicatori del Panem et circenses (virtuale )”, ma ora vedo che Lei stesso l’ ha giá fatto – del resto questi ultimi proliferano in ogni dove in ogni tipo di Social pagati o per hobby… , sempre pronti a cogliere anche una” virgola “di un Pensiero o di un argomento di chi é mosso solo dall’ unico intento di diffondere contenuti costruttivi. Mi chiedo solo, e questa é solo una mia curiositá ; come mai , proprio Lei, cosí come ai -pochi- Sta insegnando anche con le sue brevi esposizioni ,frequenti tali sedi . Lei sa benissimo che in ” questa scatola ” , prendono coraggio ‘per lo schermo che li protegge’ i vili , vigliacchi e porci demolitori nei confronti di qualsiasi genuino intento. Del resto questi tali , si fa fatica a chiamarli uomini , in quanto non sarebbero capaci di dirle di persona quanto scritto arditamente ; e cioé che ” s’ adda fá pé campá ” nei suoi confronti. Questo giudizio , a parte totalmente gratuito , in quanto nemmeno un Filosofo di Tesi opposte , si permetterebbe di avanzare – dunque nessun tipo di Status leggittimerebbe uno squallido permissivismo del genere -Ma é evidente che in una tale sede, anche se si tratta di uno dei pochi spazi con CONTENUTI come Libreidee , ci arrivino i topi o i maiali , di queste virtuali arene del panem et circences . Lo squallido e gratuito giudizio dei due soggetti descrive d’ altronde l’ asservito e idiota status del Parassita della Struttura Capitalistica Totalitaria del mondo odierno , nel quale sono vittime e ( fanno vedere ) di pretendere che chiunque oggi debba vivere offrendo generosamente alla societá il suo operato gratuitamente. Magari qui ci troviamo di fronte ad un Idraulico e ad un Artigiano che offrono il loro Lavoro per loro bontá e per Amor del Mondo , si presentino allora cosi noi possiam prender esempio. (Io non sono affatti convinto , in quanto costoro , se si potesse, andrebbero a riscuotere il Denaro sui loro Peti ) . Se invece nel caso , costoro stiano progettando una nuova ” Societá a costo marginale zero ” , allora insistino nei loro interventi e ci illuminino.- I pochi, sono Tutto Occhi –
Troppe Parole dedicate per tali costumi che la fanno da padrone in queste sedi, ma ritengo comunque necessario fotografare questa odierna societá.
In conclusione , la mia personale Stima va a Lei Carpeoro , per certe nuove chiavi di lettura che ho avuto modo di apprendere da quando la leggo. In conclusione ritengo a mio parere, che in tali sedi diventa giorno per giorno sempre piu vano diffondere e tramandare , e comunque sia anche qui , per quanto sará ancora possibile , i ” 12 erranti ” , dovranno e potranno attingere ovunque , una volta appresa bene l’ Arte dell’ Anarca che ha imparato a cavalcare la Tigre , Ben consapevoli del fondamentale compito della Conservazione di ció non deve ( e non puó di per se stessa)essere perduto nell’ avanzare dei Tempi.
Lúmaia
Grazie, rcambio cordialmente i saluti.
Vede , egr. sig. Lùmaia ,
ho ragione di credere che Lei appartenga a quella categoria di persone ( e non sono purtroppo poche in questo pazzo mondo schizofrenico ) che fa di una semplice battuta una questione d’onore , in altri tempi sarebbe stato un affronto da lavare col sangue.
Riprenda il senso delle proporzioni e riporti tutto nel giusto ambito ; se poi vogliamo entrare nel merito le posso dire che ho letto il libro in questione già qualche anno fa , che non sono pagato da nessuno e non ho nemmeno l’hobby di distruggere o provocare , per mia fortuna trovo soddisfazioni in attività o passatempi molto più salutari che non stare a cazzeggiare davanti ad uno schermo.
Quanto al libro , mi è piaciuto , è scritto bene e scorre altrettanto bene , un buon thriller in definitiva … e per quanto riguarda le “illuminazioni”, le nuove chiavi di lettura, ognuno credo sia libero di vederne dove meglio crede , tenendo sempre conto , però , che ognuna di queste è una piccola porzione del tutto e , comunque , chi , nel suo piccolo , detiene certe conoscenze , le farà apparire come le uniche in grado di decifrare eventi , fatti , trame , misteri …
Concordo con Lei che queste sono virtuali arene di panem et circences dove albergano cani e porci che si nascondono dietro lo schermo … ma per cosa crede sia stata messa a disposizione di tutti questa tecnologia se non per questo?
Di cosa si meraviglia?
TUTTO quello che passa in questo mondo virtuale ha in definitiva un solo scopo : allontanare l’uomo da sè stesso , farlo smarrire , e paradossalmente lo fa smarrire in un consesso sconfinato dove si è bombardati incessantemente di nozioni , che siano tecniche , teoriche , esoteriche , finanziarie , sportive o qualsivoglia non importa , l’importante è non dare respiro per non permettere di approfondire.
E quando si è smarriti si ha bisogno di avere dei punti fermi , una fede , e se ne manca una comune ognuno si arrangia a trovarla dove meglio crede.
Bene Massimo, sul mondo virtuale conveniamo.
Sul fatto che si sia rivolto a me … mah.., io non mi sono riferito minimamente a lei e non mi pare di averla menzionata,anzi solo ora vedo un suo messaggio all’ inizio e se osserva bene ho replicato dirett.al Sig. Carpeoro. Si rilassi .Evidentemente avró letto tra le righe dei due internauti il celebre detto , tutto qui. Sa io sono molto dimensionato, prenda le mie parole soltanto come il frutto di chi piace pensare .
In merito alla sua lettura del libro, e alle sue abitudini altre, solo una curiositá , leggendo solo ora il suo intervento ( questa mia la Veda per quella che effett. É, con il sorriso )come mai ALLORA , cosí antipatica e provocatoria?? Quel giorno qualcosa gli é andato storto ?? … poi si vede ieri si é ridimensionato. Puó capitare.
Cordiali saluti
L.
P.s.
Mi era sfuggito il suo categorizzarmi…
Le consiglio di non categorizzare Mai, niente e nessuno, perfino se qualcuno ce l’ ha con la faccia davanti alla sua,
figuriamoci qui , che avviene tutto dietro un monitor.
Accetto il suo consiglio sul non categorizzare ma se permette questa è una pecca comune a molti , anche lei , se rilegge il suo primo intervento con obiettività si accorgerà di esservi incappato , e con toni anche molto aspri.
Comunque , vedo che abbiamo affinità di pensiero , in quanto anch’io diffido di questo modo virtuale di scambio di opinioni dove , non avendo di fronte fisicamente l’interlocutore , si interpreta esclusivamente in modo personale e secondo lo stato d’animo del momento il pensiero altrui.
Perchè ho scritto quel commento , a suo dire provocatorio? Non avevo la luna storta e nemmeno ero in giornata no , avevo semplicemente constatato che in un blog che si denomina di “associazione di idee” trovavo quantomeno curioso il fatto di pubblicizzare a breve distanza per due volte lo stesso libro.
Era poco più che una battuta , una goliardata , e il sign Carpeoro ha colto l’ironia rispondendomi a tono … esattamente come mi aspettavo.
Saluti
Piu che Toni aspri le mie parole sono quelle giuste per fotografare la societá del Tempo in cui viviamo.
Se c é asprezza e ripudio, d’ altronde questo é quello che il sottoscritto prova , ma non credo di essere il solo sia per quanto riguarda I miei contemporanei e perfino um Gramsci o un Pasolini ed altri ancora…che ci hanno preceduto lo farebbero ( e oggi non voglio immaginare COME e COSA scriverebbero. Del resto Madre Matura mi ha fatto un Artista oggi quarantenne, e non solo dedito all’ Arte …, non buonista ,ne politicamente corretto e tantomeno indifferente. Sono piu che vivo e questo temperamento d’ altronde so che realizza ” frequenze” male fastidiose ed incompatibili per gli Automi e I giá Morti.
Un mondo perduto é motto solo in apparenza.
C’ é chi opera invisibile in Silenzio. Un conforto per chiunque Erri.
di nuovo cordiali saluti a Lei
si faccia sempre portare dalla passione e abbandoni ció che la frena
ció é necessario per i posteri.
Lúmaia