Berlusconi al capolinea, ma i rivali sono divisi e confusi
Pensate davvero che esista il Partito democratico? Dopo la Prima Repubblica l’idea che si dovesse creare un sistema bipartitico ha portato alla creazione di due poli insostenibili: a destra ha generato la coalizione delle contraddizioni del Nord e del Sud, della destra liberale contro quella conservatrice e, nonostante, il successo elettorale, il governo ha dimostrato di non avere un programma preciso. Per questo sta cadendo a pezzi, che si parli di Casa o Popolo della Libertà. Dall’altra parte il Pd è una creazione artificiale e simmetrica basata sull’idea che il Paese debba avere un contraltare di sinistra a vocazione maggioritaria. Ma l’Italia non si esaurisce nel bipolarsimo.
Sapevamo già che Berlusconi fosse un playboy e dopo la pubblicazione delle foto del caso D’Addario ci aspettavamo altri scandali. Ma ha dato l’impressione di avere perso il criterio per valutare l’affidabilità delle persone di cui si circonda e di non saper controllare cosa accade intorno a lui. E l’idea che un primo ministro chiami in Questura per una minorenne e dica agli ufficiali che è la nipote di Mubarak è scioccante. Non credo però che lascerà la scena così facilmente. Quando non sarà più primo ministro avrà ancora i suoi soldi, le sue tv e i suoi giornali, anche lontano da Palazzo Chigi.
Ora emerge l’opportunità di creare nuove alleanze come fece Silvio Berlusconi nel 1994. Oggi, in Italia fra il 2010 e 2011, è possibile cambiare il corso della politica. Tutti i partiti dovrebbero essere ottimisti e pensare a un’alterativa, lanciare un messaggio chiaro senza pensare sempre e solo all’avversario. Credo ci sia possibilità di cambiare su molti livelli dopo lo scioglimento del Popolo della Libertà. Può iniziare il processo verso una Buona Italia se le forze politiche con la pressione dei media, del business e dell’opinione pubblica si impegnano a contro il centralismo statalista che garantisce i privilegi e protegge il sistema della Mala Italia, sinonimo di corruzione, favoritismi, clientele e discriminazione verso i giovani.
I giovani italiani non vengono ascoltati, e sia a destra che a sinistra sono necessarie idee fresche. Nel mio paese il primo ministro ha 43 anni, sono abituato ad assistere al ricambio generazionale, ma l’Italia no. È salutare che Renzi e Civati diano ai giovani una voce. Rimane oscura però la sostanza, il contenuto del loro programma. E l’agenda (opaca) è ciò che manca anche a Nichi Vendola: l’ho conosciuto, è un uomo di lotta e carismatico che in Puglia ha ottenuto un grande successo. È riuscito a volgere a suo vantaggio il duplice stigma dell’essere gay ed ex comunista. Vuole essere progressista e innovatore, ma a livello nazionale l’immagine stride. Supporta la Fiom e gli operai di Pomigliano d’Arco, dunque, apparentemente, è contro la modernizzazione del processo lavorativo; inoltre è contro la Tav Torino-Lione e non mi è chiaro se per ragioni ecologiste o anticapitaliste. È l’uomo dei sogni, ma senza agenda chiara.
(Bill Emmott, dichiarazioni rilasciate ad Eleonora Bianchini per “Il Fatto Quotidiano”, www.ilfattoquotidiano.it. Liberale, già direttore dell’”Economist”, Emmott ha presentato il libro “Forza, Italia: come ripartire dopo Berlusconi”, Rizzoli, 270 pagine, euro 19.50).