Pinelli-Calabresi, Napolitano riconcilia le vedove
«Vittima due volte», emblema degli anni tenebrosi della “notte della Repubblica”, misteri che lo Stato non è mai riuscito a chiarire nel tutto. Così il presidente Giorgio Napolitano ha reso onore, il 9 maggio, alla memoria di Giuseppe Pinelli, prima accusato della strage di piazza Fontana e poi precipitato da una finestra della questura di Milano. La vedova, Licia Rognini, quarant’anni dopo ha così potuto stringere la mano all’altra vedova, Gemma Capra, allora moglie del commissario Luigi Calabresi, assassinato in un agguato perché ritenuto responsabile della morte di Pinelli.
La cerimonia si è svolta al Quirinale, nel giorno della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi, presente anche il figlio di Calabresi, Mario, giornalista, ora direttore del quotidiano “La Stampa”. «Ricordare la strage di piazza Fontana e con essa l’avvio di una oscura strategia della tensione – ha ammesso Napolitano – significa ricordare una lunga e tormentatissima vicenda da cui non si è riusciti a far scaturire un’esauriente verità giudiziaria». Non si tratta ora di rimettere in discussione un processo, precisa il Capo dello Stato, ma di compiere un gesto politico e istituzionale: «Si rompe il silenzio su un ferita non separabile da quella dei 17 che persero la vita a piazza Fontana».
Il 12 dicembre 1969 una bomba alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano inaugurò gli anni di piombo. Tre giorni dopo, il 15 dicembre, Pinelli (trattenuto illegalmente in questura oltre i termini di legge) precipitò da una finestra, durante l’interrogatorio al quale era stato sottoposto da Calabresi, dal questore e da diversi poliziotti. Calabresi, poi completamente scagionato da ogni responsabilità riguardo alla fine di Pinelli, fu ucciso il 17 maggio 1972 da un commando di “Lotta Continua”, organizzazione estremistica che non ha mai ammesso la sua responsabilità nell’omicidio.
Se il caso Calabresi divise l’Italia, attraverso procedimenti giudiziari e un lacerante dibattito pubblico, la vicenda di Giuseppe Pinelli, ferroviere e militante del circolo anarchico della Ghisolfa, rimase a lungo nell’ombra. Antifascista, Pinelli aveva combattuto nella Resistenza tra le fila delle Brigate Malatesta, formazioni partigiane anarchiche. Risultò completamente estraneo alla strage di piazza Fontana, per la quale era stato fermato. «Un innocente», lo ha ricordato Napolitano in tono commosso, «cui si devono rispetto e omaggio: fu vittima due volte, prima di pesantissimi sospetti, e poi di un’improvvisa, assurda fine».
CALABRESI AND PINELLI - The Italian President, Giorgio Napolitano, rescues the memory of Luigi Calabresi, police director murdered by terrorists, and the anarchist Giuseppe Pinelli, who died flying from a window of the police headquarter. Two innocents, victims of political heatred, in a dark season of Italian life.