Nessun peccato, una gravidanza inspiegabile
«Un miracolo», come la gravidanza misteriosa di “Nessun peccato”, romanzo che sigilla un doppio esordio: quello dell’autrice, Maria Luce Bondì, e quello dell’editrice Tanit. «E al tempo stesso, questa è un po’ una storia d’amore: che mi ha legata alle due donne che hanno fondato l’editrice, scommettendo sul mio libro», confessa Luce. «Ci siamo conosciute, ci siamo aspettate. E adesso, eccoci qui». Dopo le prime affollate e coinvolgenti presentazioni, il romanzo – introdotto da Gianmauro Costa, con letture di Stefania Blandeburgo – viene ripresentato al pubblico l’11 aprile, ore 18, alla libreria Kursaal Kalhesa di Palermo.
Il libro racconta di Gianni e Adele, «braccati e inseguiti da chi vuole a tutti i costi sapere, anche se non sarà mai in grado di capire», spiega Giovanni Giordano, giornalista di Rai Tre, per sintetizzare «la tensione che sottende “Nessun Peccato”», il romanzo nel quale la Bondì, giovane attrice e scrittrice palermitana, «ricostruisce la storia di un insegnante e di un’allieva, custodi di un antichissimo mistero».
Gianni, insegnante privato trentenne, viene scelto dalla sua giovanissima allieva, Adele, come depositario di un difficile segreto: la sua gravidanza inspiegabile, frutto di una concezione apparentemente immacolata. Adele è un’universitaria, che prende lezioni da Gianni, che a sua volta è poco convinto dall’esistenza e fa il traduttore, lasciandosi un po’ vivere, fino a quando la ragazza lo travolge e lo trascina con sé in un’avventura inaspettata e misteriosa. «Il tema della maternità, a un tempo rassicurante e scardinante – aggiunge Giordano – è al centro di un romanzo nel quale ciascun personaggio disegna i propri contorni raccontando la vita degli altri».
«E’ un libro corale – riconosce l’autrice – perché in effetti racconta di tanti protagonisti le cui vite si intrecciano, legate da rapporti d’affetto, da rapporti di sentimento, e racconta la crescita individuale del protagonista, che è il tipico tardo-adolescente, il trentenne che non si è ancora affrancato dalla sua famiglia e non sa che cosa deve fare della sua vita». Giovani che non si decidono a crescere, e adulti che cercano di impedirglielo: «In Sicilia la figura del trentenne adolescente purtroppo è sempre più presente; di contro però abbiamo adulti che tendono a demolire i sogni dei giovani: tendono a decidere per loro, magari impedendogli di fare degli errori, ma in questo modo anche impedendogli di vivere».
Il romanzo è narrato in parte in terza e in parte in prima persona, perché alla storia dei due protagonisti, Gianni e Adele, si uniscono le voci degli altri personaggi che gravitano attorno a loro, ciascuno col proprio vissuto. «Questo libro offre una lettura a più livelli», spiega l’autrice: «Un’aspirazione intima, che è appunto quella della storia dei protagonisti, ma anche un’aspirazione corale, che è la voce di tutte queste persone e che ci arriva quasi come un flusso di coscienza, e infine un’aspirazione universale, e cioè un desiderio di raccontarci un po’ tutti quanti».
Sorprendente il candore con il quale Maria Luce Bondì si confessa, durante le presentazioni pubbliche del libro: «Ognuno dei personaggi che ho costruito rappresenta me, come sono stata in un determinato momento della mia esistenza. Lia, che è una donna più matura e consapevole, è più vicina a come sono io adesso. Adele? Sicuramente, anch’io sono stata così: un esserino che si muoveva per il mondo e non sapeva che faccia fare, e che poi è diventato come Gianni, ovvero una persona che sa esattamente come “attraccare” una ragazza e come ottenere un lavoro, ma che non è contento di quello che è diventato».
Allo stesso modo, l’autrice condivide col pubblico – anche attraverso i filmati visibili sul sito dell’editrice – la gioia per il debutto. «Quest’avventura editoriale – dice – è nata come un evento inspiegabile, un miracolo». Merito anche delle due donne che hanno curato la doppia gestazione, del romanzo e dell’editrice Tanit. A cominciare dall’editing di “Nessun peccato”. «Lo temevo, perché sapevo di editor che hanno la brutta tentazione di sostituirsi all’autore, sapevo di case editrici che ti impongono di cambiare l’inizio, la fine, la parte centrale, i nomi dei protagonisti», dice Maria Luce Bondì: «Invece nel mio caso è stata un’operazione bellissima, una cosa di cui sentivo necessità: ogni autore ha bisogno di un confronto. E io l’ho trovato: in due persone, che non si sono sostituite a me ma hanno lavorato con me».
Nata a Palermo nel ’76, regista e interprete di cortometraggi, Maria Luce Bondì è ha firmato racconti pubblicati in riviste e antologie di varie case editrici. I suoi scritti sono apparsi sulla rivista siciliana “Margini”, sulla romana “Toilet 9”, sulle raccolte “Il filo della dorsale” del Laboratorio Gutenberg, “Fili di Parole” e “Siculiana” della Giulio Perrone editore, nonché su “Pazzità” della Navarra editore. In “Nessun peccato” esibisce una prosa sorprendente, elegante, spiazzante. «Quando me ne andrò – recita la voce di Lia, uno dei protagonisti – soltanto Francesco saprà quello che il mondo ha perduto. D’improvviso sentirà tutto il peso della sua esistenza condotta alla maniera di un fanciullo. Mi stringerà le dita, e attenderà con me il gelo. Inconsolabilmente» (info: http://tanit.cc).
NEW BOOK – Maria Luce Bondì presents her novel “Nessun peccato” (no sins) at Kursaal Kalhesa library, Palermo (april, 11), introduced by Gianmauro Costa and with a reading by Stefania Blandeburgo (info: http://tanit.cc).