Cadavre Exquis: amore & morte, l’eterna storia è tutta la ridere
Un eroe sfortunato e struggente come Buster Keaton, malinconico e indistruttibile. Dante Carbini, nei panni di un disastroso e poetico becchino, con la preziosa complicità di Gerardo Mele (il morto) regge da solo quasi un’ora di spettacolo, preparando minuziosamente l’esplosiva irruzione a orologeria delle due vedove, l’isterica e minacciosa Garmen Götz parata a lutto e la vaporosa Kate Weinrieb, a metà strada tra le luci di Broadway e il teatro epigrammatico di Kantor.
Tutto questo (e molto altro) sul set di “Cadavre Exquis”, lo spettacolo diretto da Pierre Byland che il 12 dicembre alle Officine Kaos di piazza Montale ha debuttato a Torino, dopo la prima italiana a Biella lo scorso giugno e un tour estivo europeo. La pièce, co-prodotta da Libre con la Compagnie des Fusains e lo Stalker di Torino, sarà replicata il 13 dicembre, sempre nello spazio torinese delle Vallette. Poi affronterà il test della Borsa svizzera degli spettacoli, che presenta lavori selezionati a una platea di importanti operatori teatrali europei.
Mantenendo vistose tracce di perenne “work in progress”, lo spettacolo visto a Torino, costruito un giorno dopo l’altro dagli attori-autori nell’ambiente quotidiano dell’improvvisazione sotto la regia maieutica di Byland, offre un saggio di freschezza ed efficacia espressiva grazie alla piena consapevolezza ironica di un crossover capace di affrontare (sfiorandoli) tutti i generi, dal mimo al melodramma. Un menù destinato a variare di serata in serata, dosando ingredienti e trovate, in omaggio allo stile più autentico della grande scuola europea del clown contemporaneo fondata da Jacques Lecoq e Pierre Byland.
L’intreccio di “Cadavre Exquis”, provocatoriamente farsesco, è un perfetto espediente che consente ai giocolieri in scena di demolire, ridendo, tutti i luoghi comuni che falcidiano l’immaginario occidentale, inquinando l’antropologia del presente. Vittima sacrificale del rogo, il sommo tabù sociale della morte: uno scandalo culturale fatto a pezzi con generosità commovente, ricorrendo anche ai mezzucci della commedia dell’arte, che “Cadavre Exquis” si premura di trasfigurare in un’opera profondamente viva, attuale, sperimentale, dove le maschere dell’orrore quotidiano, televisivo e cinematografico, sono destinate a crollare, annullandosi a vicenda. Il futuro (sotto forma di pupetto neonato) resta così nelle mani inesperte dell’unico superstite, Buster Keaton, l’infaticabile pasticcione dal cuore grande e dallo sguardo smarrito.