Rischio guerra, i francesi si preparano a lasciare Israele
Scritto il 16/10/12 • nella Categoria:
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La Francia si prepara ad evacuare da Israele i propri connazionali in vista di una imminente escalation militare contro l’Iran. La notizia proviene dal giornale transalpino “La Tribune”, che anticipa le possibili mosse del governo Hollande per proteggere i 200.000 francesi che vivono nello Stato ebraico. «La diplomazia francese – scrive Corrado Belli nel blog “MenteReale” – ha da tempo calcolato uno scenario in cui lo Israele potrebbe attaccare l’Iran anche senza il benestare degli Usa». Parigi avrebbe quindi predisposto un piano per l’evacuazione dei francesi, chiedendo al governo israeliano di tenerli informati su quando scatterà “l’ora X”. Una task force ha già preparato lo scenario e individuato i punti strategici da cui allontanare i cittadini francesi nel caso di una risposta missilistica iraniana ad un eventuale attacco delle forze di Tel Aviv.
A preoccupare Parigi sono anche le milizie filo-iraniane in Libano: si calcola che Hezbollah non starà a guardare, se Israele attaccherà l’Iran, raggiungendo il nord del paese con ordigni a corta gittata. «Nulla è da escludere», dice Belli, «dopo le ultime minacce che Netanyahu e il suo ministro della guerra Barak hanno mandato in direzione del governo iraniano: anche loro dicono chiaramente che ci saranno morti e feriti tra la popolazione civile e militare», per effetto dei missili a lungo raggio che da Teheran potrebbero colpire il territorio israeliano. Netanyahu e Barak «hanno deciso di attaccare l’Iran ancora prima delle elezioni in America del 4 novembre», nonostante le perplessità degli stessi militari israeliani rese note dal quotidiano “Yedioth Ahronot”. La guerra contro l’Iran sembra dunque alle porte, a costo di congelare i buoni rapporti con gli Usa.
«I due più letti ed ascoltati commentatori israeliani, Nahum Barnea e Shimon Shiffer – aggiunge Belli – dicono che Netanyahu e Barak hanno deciso di fare questo passo verso l’inizio dell’autunno». In un articolo, si citano alcune frasi inequivocabili pronunciate da Barak in direzione di alcuni alti ufficiali dell’esercito israeliano, contrari alla guerra: «Quelli che hanno paura di finire davanti a un tribunale internazionale per crimini di guerra possono esercitare il loro diritto di dimettersi». Barak mostra sicurezza: Israele non corre il pericolo di essere distrutto, nonostante la previsione perdite ingenti e costi stellari, quantificati – non si sa in base a quali parametri – in “375 milioni di dollari al giorno”. Di sicuro, aggiunge Belli, «Cina e Russia non staranno a guardarsi l’aggressione in tivù». Nel dubbio, intanto, i francesi si preparano a fare le valigie.
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